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Banca Mps, l'Europa tace, ma la trattativa continua. I possibili scenari per il 2022

Aldo Tani
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Per Banca Mps nulla è cambiato. L’ultimo giorno del 2021, data prefissata per l’uscita dello Stato dal capitale azionario in base agli accordi del 2017, è passato come se nulla fosse. L’Europa, chiamata a esprimersi sulla proroga di questo termine, non ha preso alcuna posizione ufficiale. Né in un senso, né in un altro. Anzi, Bruxelles non si è neppure espressa sul piano industriale, che dovrebbe caratterizzare il futuro di Rocca Salimbeni fino al 2026. Silenzi che visti da Siena, ma anche da Roma, come evidenziato qualche giorno fa dal premier Mario Draghi, non destano comunque preoccupazione. Tanto che l’istituto di credito ha voluto sottolineare l’esistenza di un’interlocuzione costante.

Mps comunica che proseguono i contatti con le competenti Autorità, e cioè con la Bce, con il Srb (l’ente deputato alla risoluzione delle crisi bancarie dell’Unione, ndr) e con la Dg Comp, in merito ai contenuti del piano industriale – recita la nota - La Banca collabora fattivamente allo svolgersi del processo. Allo stato non è ancora possibile ipotizzare alcuna tempistica di completamento dell’iter autorizzativo, indispensabile per l’avvio delle attività propedeutiche all’aumento di capitale previsto all’interno del piano”. Senza l’ok al documento varato dal Cda due settimane fa, non si sblocca neanche la ricapitalizzazione da 2,5 miliardi. Un passaggio che lo stesso ad Guido Bastianini si era augurato potesse avvenire in tempi rapidi.

Il 2022 di Montepaschi non sarà segnato solo da questo momento, ma il management dovrà anche iniziare a sfoltire la forza lavoro. Entro il 2024, secondo quanto scritto nel piano, sono previsti risparmi per 275 milioni. Non è specificato se gli esuberi seguiranno o meno questo arco temporale. A novembre, davanti alla commissione d’inchiesta sul sistema bancario, Bastianini aveva ipotizzato fino a 4 mila uscite per quest’anno, nell’ottica di ottenere un riduzione del costo del personale di 315 milioni nel 2026. Numeri che tuttavia potrebbero essere già stati superati dal piano stesso. Nel 2022, per Ig Italia, ci potrebbe essere anche un ritorno di fiamma per Mps. Nel report sugli scenari bancari annuali si parla di una nuova negoziazione con Unicredit. Un eventuale esito positivo produrrebbe un effetto domino, dando via al valzer delle fusioni con Banco Bpm, Bper e Mediobanca tra i principali candidati a matrimoni. Scenario per altro già ipotizzato nel rapporto 2021, ma non è andata proprio così.