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Morte David Rossi, la perizia dei Ris: caduta, luci, laser. Come in un film

Aldo Tani
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A Siena il nastro bianco e rosso, le scatole con le apparecchiature e movimenti coordinati al centimetro. I Ris, tra vicolo di Monte Pio e alcune aree interne di Banca Mps, hanno ricostruito quasi un set cinematografico. La commissione che indaga sulla morte di David Rossi, ex manager Mps, li ha messi in campo per dire quello che è accaduto la sera del 6 marzo 2013 e i reparti speciali hanno agito di conseguenza. Dalle prime ore della mattinata del 21 dicembre, hanno posizionato un proprio mezzo all’interno della stradina dove è precipitato il manager. Poi, man mano, hanno iniziato a scaricare il materiale, partendo dallo strumento per le rilevazioni telemetriche. Un tripode che prendendo una serie di riferimenti lungo il vicolo e nel muro, dovrebbe restituire la dinamica della caduta. Per rendere ancora più esaustivo questo esame, è stata effettuata anche la prova del filo a piombo. Un oggetto calato che doveva restituire l’esatta conformazione del muro. A terra sarebbe sporgente di diversi centimetri. Un esame utile a comprendere se Rossi, cadendo, possa essersi procurato le abrasioni alle scarpe e all’altezza delle ginocchia, sbattendo e a che altezza.

Poi i Ris hanno proceduto con il test di trazione della sbarra, agganciando pesi per verificarne la tenuta. A una mattinata intensa è seguito un pomeriggio altrettanto impegnativo. La priorità è stata quella di replicare le condizioni atmosferiche della sera in cui Rossi è morto. Quindi oscurità, ma anche la pioggia. L’intenzione era di usarne artificiale, ma la situazione meteorologica avversa ha dato una mano. Partendo da vari punti, sono state eseguite delle prove per esaminare i video ritraenti il moto, le dimensioni e i riflessi delle gocce d’acqua. Elementi da confrontare con quello ricavato dalle telecamere di sorveglianza otto anni fa. In questo filmato è presente un punto luminoso, che alcune ipotesi investigative hanno indicato come l’orologio di Rossi.

Proprio questo oggetto è stato uno dei rilievi che ha tenuto impegnati gli agenti a lungo. Anche in questo caso sono stati fatti vari test di caduta proprio per confrontarli con quello originale. Non da meno è stato quello relativo alla macchine di passaggio, per vedere sul muro il riflesso delle luci. Non solo quelle di cittadini comuni, ma anche quelle degli stessi Ris, che mettendosi contromarcia rispetto alla viabilità, hanno voluto capire la risposta degli stop. Un esame dettato da un particolare dei filmati del tempo, che farebbe pensare a un’auto ferma all’imbocco del vicolo. L’altro passaggio determinante è stato quello della salita sul condizionatore, che secondo gli inquirenti Rossi avrebbe utilizzato per raggiungere la finestra, prima di gettarsi. In questo caso è stata impiegata una persona avente una corporatura simile al manager per verificare la tenuta dell’apparecchio. Al lato è stata posta anche una risma di carta, presente al tempo nella zona sinistra. Complessivamente un lavoro articolato e per certi versi, decisivo. Tra tre mesi le risposte. Eppur si muove, dopo quasi nove anni.