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Banca Mps, dirigenti e direttori a processo per la truffa dei diamanti: vendevano ai clienti a prezzi gonfiati

Claudio Coli
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Ci sono cinque dirigenti e una decina di direttori di Banca Mps del territorio di Siena tra i 105 imputati nel processo di Milano sulla presunta maxi truffa sulla vendita ai clienti di diamanti a prezzi gonfiati che coinvolge persone e varie banche, tra cui Banco Bpm, Unicredit e Banca Aletti e nella quale figurano centinaia di “persone offese”, individuate dal pubblico ministero Grazia Colacicco. L’inchiesta ha accertato presunti profitti illeciti per quasi 500 milioni di euro ai danni di migliaia di investitori, tra cui anche clienti vip come Vasco Rossi (episodio prescritto). Secondo l’accusa, i diamanti venivano venduti a prezzi gonfiati a clienti ignari con la presunta complicità degli istituti di credito.

Il processo è al momento in fase di udienza preliminare, davanti al gup Manuela Scudieri, che nel precedente appuntamento in aula aveva escluso la metà delle 600 iniziali parti offese, tra cui risparmiatori e associazioni di consumatori. A essere esclusi, in particolare, sono stati Codacons, Movimento Difesa Cittadini sezione di Verbania, Assoutenti, Codici e Confconsumatori e coloro che non hanno fatto querela o che hanno già ricevuto un ristoro tramite transazione con le banche.

Per alcune delle quali, Banco Bpm, Unicredit e Mps, c’è stata l’autorizzazione alla citazione come responsabili civili. Nell’udienza di ieri, i legali difensori hanno sollevato varie eccezioni di incompetenza territoriale, col processo che potrebbe così essere anche spostato.