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Mps, ok dal Cda al piano strategico: aumento di capitale da 2,5 miliardi e uscite volontarie entro il 2024

Aldo Tani
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Tutto e il contrario di tutto. I contenuti del piano strategico 2022-2026 di Banca Mps, approvato venerdì 17 dicembre dal Cda, potrebbero anche non avere mai applicazione pratica. A rivelarlo è lo stesso istituto di credito: “Il Piano potrebbe tuttavia dover recepire eventuali modifiche e cambiamenti, anche rilevanti, per riflettere quanto derivante dal confronto con le competenti autorità”. L'altro dato è che rispetto al lavoro fatto dal management a fine 2020, il piano “Stand alone”, questo documento equivale a un colpo di spugna, visto che lo “sostituisce integralmente”. Se quello era mirato a realizzare “un'operazione strutturale da realizzare nel breve periodo”, questo intende muoversi su un orizzonte allargato. Tutto è legato come sempre alle valutazioni dell'Europa: nello specifico Bce, Single Resolution Board e DG Competition. 

 

 

Al loro giudizio è correlato anche l'aumento di capitale da eseguirsi nel 2022, stimato in 2,5 miliardi ma senza una tempistica certa. “Attualmente la banca non è in grado di fornire una stima precisa dei tempi necessari alle autorità competenti per portare a termine i rispettivi processi (l'altro è l'uscita del Tesoro dal capitale azionario, ndr)”, fanno sapere da Montepaschi. Sono certi invece gli indirizzi che l'ad Guido Bastianini intende perseguire. Un modello di business differente per una banca più snella; una semplificazione della struttura operativa; la continuità nel processo di de-risking; la remunerazione degli azionisti. Tutti risultati da centrare anche sfruttando le risorse del Pnrr e quelle digitali. Per quanto riguarda i numeri, i principali obiettivi finanziari sono: cost-income ratio al di sotto del 60% entro il 2024, con ulteriori riduzioni negli anni successivi; costo del rischio di circa 50 bps, coerente con l'asset quality della Banca; utile di 700 milioni al lordo delle imposte nel 2024; ROTE di circa 8,5-9% nel 2024, circa 11% nel 2026; Cet1 Fully loaded ratio superiore al 14% nel 2024 e pari a circa 17,5% nel 2026, prima di dividendi e prima dell’effetto positivo della rivalutazione delle DTA derivanti dal Piano. 

 

 

C'è poi il capitolo inerente gli esuberi. La cifra indicata dai sindacati e dagli addetti ai lavoratori oscillerebbe tra le 4 mila e le 4.500 persone. Lo stesso Bastianini di fronte alla commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario, aveva ipotizzato una cifra simile. Resta da stabilire l'arco temporale per la riduzione degli organici. Il dirigente aveva messo sul piatto della bilancia una soluzione unica per il 2022, ma da quanto scritto nel nuovo piano, la diminuzione di costi per 275 milioni “potrebbero essere per la maggior parte realizzati entro il 2024, in funzione delle negoziazioni con i sindacati”. Infine, nel documento si affronta la parte legata ai contenziosi legali e ai crediti deteriorati. A proposito di quest'ultimo punto, l'obiettivo è portare il rapporto lordo tra quelli inesigibili e quelli erogati complessivamente al di sotto del 4%, “in linea con le migliori banche italiane”. Sulle cause la sfida è far scendere la cifra totale sotto i 2 miliardi.