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Morte David Rossi, l'ex presidente Mps Mussari e il pm Nastasi davanti alla commissione. Carolina Orlandi: "Riaprire indagini per omicidio"

Aldo Tani
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Si preparano sette giorni di fuoco per la commissione d'inchiesta parlamentare che indaga sulla morte di David Rossi, ex responsabile della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena. Il 13 gennaio sarà ascoltato l'ex presidente di Banca Mps, Giuseppe Mussari, una settimana più tardi, il 20, Antonino Nastasi. L'Ufficio di presidenza ha deciso di dare un'accelerata ai lavori e calendarizzato in anticipo rispetto ai tempi ipotizzati, il confronto con il magistrato. Una necessità più che una libera scelta, visti gli avvenimenti recenti, dopo le rivelazioni dell'ex comandante provinciale dei Carabinieri, Pasquale Aglieco, che ha raccontato alcuni dettagli del sopralluogo fatto nell'ufficio di Rossi la sera del 6 marzo 2013, soffermandosi sul comportamento tenuto dai pm. Secondo il quadro del colonnello, Nastasi, che non era titolare di quell'inchiesta ma di quella relativa alle vicende di Montepaschi, si sarebbe seduto sulla poltrona del manager che era appena morto, avrebbe provato ad accendere il computer e poi utilizzato il mouse. Quindi, una volta perlustrato il cestino, contenente anche i bigliettini strappati e fazzolettini insaguinati, lo avrebbe rovesciato sul tavolo. Successivamente avrebbe poi risposto a una chiamata in arrivo sul telefono di Rossi. Il tutto senza mai utilizzare i guanti. Uno dei pm (nella stanza erano presenti anche Nicola Marini e Aldo Natalini) avrebbe poi chiuso la finestra dell'ufficio, ma Aglieco non ha saputo indicare il nome. Le ricostruzioni fanno parte del pacchetto di documenti che l'organismo presieduto da Pierantonio Zanettin ha deciso di inviare alla procura di Genova, al Csm e al Procuratore generale presso la Cassazione. Il distretto ligure, che ha annunciato l'intenzione di aprire un'inchiesta (i reati ipotizzati sono omissione d'atti d'ufficio, falso ideologico e favoreggiamento), avrà competenza su eventuali carichi penali, mentre il massimo organo giudiziale si occuperà dell'incompatibilità ambientale.

L'attività, oltre che sulle dichiarazioni di Aglieco, si baserà anche sulle audizioni del luogotenente dei carabinieri Roberto Nesticò, avvenuta il 2 dicembre scorso, dell'assistente capo coordinatore della Polizia, Federico Gigli, del vice ispettore della Polizia, Livio Marini e dell'assistente capo coordinatore della Polizia, Federica Romano, che si sono svolte il 25 novembre. Insieme ai confronti integrali saranno inviate la copia delle centoventuno fotografie e dei due video realizzati dalla Scientifica. "Si tratta di materiale che resta soggetto al regime della secretazione", ha fatto sapere il presidente Pierantonio Zanettin, anche se il Movimento 5 Stelle ha chiesto che venga tolta questa connotazione. Se su questo punto non è stata presa alcuna decisione, è stata accolta la richiesta del gruppo pentastellato sulla possibilità di ascoltare i quattro agenti dell'Arma presenti nella stanza di Rossi. Le audizioni, che si svolgeranno in un'unica giornata, sono state calendarizzate il 22 dicembre.

Il giorno precedente, alla presenza di una rappresentanza della commissione, si svolgerà invece la prima parte della maxi-perizia affidata ai reparti speciali dei Carabinieri. Sarà lasciato cadere un oggetto fisico dalla sede della Banca e probabilmente la prova non sarà effettuata solo dal terzo piano dove era l'ufficio di Rossi. Poi attraverso uno scanner 3d saranno fatte le rilevazioni sulla facciata: un'operazione utile alla simulazione della caduta del manichino antropomorfo. Una tra le prove più attese, soprattutto perché il precedente, datato 2016, era stato portato a termine in modalità differenti da quelle inizialmente previste, con un vigile del fuoco, dalla corporatura diversa da quella del manager, che si era calato lungo il muro. Le azioni dei Ris riguarderanno anche l'ufficio di Rossi e andranno avanti per tutta la giornata, perché alcuni passaggi devono essere eseguiti di condizioni di oscurità per ricreare una situazione a quella del 6 marzo. Una cosa è certa: la famiglia di David Rossi vuole una decisa inversione di tendenza. “Abbiamo visto l’intenzione della procura di Genova di riaprire le indagini sull’operato dei magistrati - ha spiegato Carolina Orlandi, figlia della moglie del manager Antonella Tognazzi - cioè su una porzione di questa storia. E’ sicuramente una buona notizia, ma non ci possiamo far prendere dall’entusiasmo: abbiamo bisogno che vengano riaperte delle indagini per omicidio. Complessivamente, in quel contesto, si potrà valutare anche l’operato dei magistrati”.