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Gelo a scuola con aule a 10 gradi, studenti in sciopero bianco

Annalisa Coppolaro
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Liceo Piccolomini sezione Les di nuovo nella tempesta. L'inverno rigido ha riportato di attualità uno dei gravi problemi della sezione distaccata a Montarioso: temperature a 10 gradi, classi decimate da influenze stagionali, e i ragazzi entrano in sciopero bianco. Ossia i pochi rimasti a scuola si rifiutano di fare lezione pur essendo presenti in classe. Lo sciopero bianco è iniziato giovedì e non accenna a finire. Si ripresenta per il secondo inverno quindi il dramma del freddo e dei ragazzi che per riscaldarsi devono uscire in giardino alla luce del sole per superare il freddo. E addirittura un corto circuito di qualche giorno fa, intervenuto quando si è provato ad azionare i termosifoni elettrici, ha fatto saltare la corrente e quindi le classi si sono ritrovate a fare lezione con le luci di emergenza.

 

 

Ma i ragazzi non ci stanno. E la protesta sale, dopo che il secondo anno scolastico in esilio a Montarioso significa una riduzione dell'attività didattica e tanti problemi per tutti. “I ragazzi sono costretti a non andare a scuola per motivi di salute. Il freddo è davvero troppo, e comunque si tratta di una situazione inaccettabile e illegale - afferma Valerio Massimo Vettori, rappresentante d'istituto del Piccolomini -. Le temperature dei locali dove facciamo lezione a Montarioso sono molto al di sotto della soglia legale di 18 gradi, ora siamo dai 10 ai 13 gradi. Siamo in sciopero bianco da giovedì, siamo al gelo, le persone si stanno ammalando”. Numeri davvero bassi di ragazzi si aggirano per la scuola con i giubbotti e le sciarpe per proteggersi dal freddo. Surreale e inverosimile. “E' vero - continua Vettori - classi di 20 ragazzi ridotte addirittura a 5. E quindi per combattere tutto ciò abbiamo istituito uno sciopero bianco in cui noi studenti ci presentiamo a scuola ma ci rifiutiamo di fare lezione fino a che le temperature non raggiungeranno i 18 gradi come minimo, che è la soglia legale per fare lezione in un'aula”. Continua anche l'attesa del sopralluogo della Asl che non è ancora intervenuta nonostante le richieste degli studenti. “Abbiamo contattato l'Asl, stiamo aspettando il loro intervento, abbiamo anche fatto una seconda segnalazione, negli scorsi giorni c'è stato un black out a scuola e un corto circuito e dopo questo i termosifoni sono stati spenti per due giorni. Purtroppo i tecnici sono venuti ma non sono riusciti ad aggiustarli, la Provincia non ha quindi riacceso il riscaldamento e per tre giorni scolastici siamo stati senza riscaldamento alcuno nelle aule, la temperatura quindi è scesa addirittura a meno di dieci gradi”.

 

 

“Stiamo usando i social - continua Vettori - per farci sentire, non ne possiamo più e abbiamo bisogno di soluzioni”. Un leggero miglioramento si registra proprio in queste ore. Infatti i termosifoni sono ripartiti ma ovviamente dopo tanti giorni di inefficienza ci vorranno letteralmente settimane per riportare le classi ad essere vivibili. “Adesso i termosifoni si sono riaccesi ma la temperatura non riesce a salire oltre i 13 gradi. Ovviamente i giorni peggiori sono stati quelli senza nessun riscaldamento, ora funzionano ma mai più di 13° nelle aule. E' illegale, e le classi contano numeri di studenti dimezzate, con persone ammalate, scuola vuota. Le persone sono costrette a rinunciare al diritto allo studio per tutelare la propria salute, è questa la più grande ingiustizia che stiamo vivendo".