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Morte David Rossi, la rabbia di Renzi: "L'inquinamento delle prove sarebbe gravissimo. Stesso pm del caso Open"

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Matteo Renzi, leader di Italia Viva, torna a puntare il dito sui magistrati e sulle indagini relative alla morte di David Rossi, ex responsabile della comunicazione della Banca Monte dei Paschi di Siena. Renzi lo fa attraverso la sua enews in cui prende una posizione netta: "Terribili le notizie che arrivano dalla commissione di inchiesta sulla morte del manager del Monte dei Paschi di Siena, David Rossi, su cui l’ottimo Bobo Giachetti ha presentato una interrogazione - scrive Renzi - Sembra che i pm abbiano inquinato la scena criminis: non importa aver letto il codice, basta aver visto una serie televisiva per sapere che nessuno può inquinare le prove. E invece pare che ciò sia stato fatti addirittura da dei magistrati, uno dei quali, peraltro, è tanto per cambiare il pm di Open. Se tutto fosse confermato, sarebbe davvero gravissimo". 

Intanto, come scritto da Renzi, il deputato Roberto Giachetti ha presentato una interrogazione al ministro della Giustizia in cui chiede di "acquisire ulteriori elementi circa l’ingiustificata presenza del colonnello dei Carabinieri Pasquale Aglieco e dei pm Aldo Natalini e Antonino Nastasi nel corso del sopralluogo all’interno dell’ufficio di David Rossi e attivare eventualmente i propri poteri ispettivi per verificare se vi siano state irregolarità o anomalie procedurali". Giachetti ricostruisce la testimonianza di Aglieco: "Nel corso dell’audizione del 9 dicembre - spiega - del colonnello Pasquale Aglieco, all’epoca dei fatti comandante provinciale dei carabinieri, è emerso un elemento di novità: l’ingiustificata presenza dello stesso colonnello durante il sopralluogo effettuato all’interno dell’ufficio di David Rossi, insieme ai pubblici ministeri Nicola Marini, Aldo Natalini e Antonino Nastasi, presenza di cui non viene fatta alcuna menzione nei verbali. Inoltre, a eccezione di Marini, che risultava essere il pm di turno, gli altri due non avrebbero potuto partecipare al sopralluogo prima di una formale co-assegnazione da parte del procuratore".

Giachetti sottolinea che "Aglieco ha raccontato di essere entrato nella stanza di Rossi, insieme ai tre pm, molte ore prima dell’arrivo della polizia scientifica, che il pm Nastasi ha acceso il computer, manovrando il mouse con una penna. Uno dei tre pm, inoltre, ha preso il cestino e lo ha svuotato sulla scrivania. Dentro il cestino erano contenuti i fazzolettini sporchi di sangue e i bigliettini contenenti dei messaggi di addio che ricondurrebbero la morte a un suicidio. Secondo Aglieco, il telefono di David Rossi squillò due volte: la prima telefonata, senza risposta, sarebbe riconducibile al giornalista Tommaso Strambi; la seconda, invece, sarebbe riferibile alla parlamentare Daniela Santanchè. Mi sembra di ricordare che a rispondere fu il dottor Nastasi, ha spiegato Aglieco, quando l'onorevole Santanchè aveva dichiarato di non aver ricevuto risposta e dai tabulati risulta una chiamata di 38 secondi. Se tali circostanze risultassero dimostrate, saremmo di fronte a una violazione delle più elementari regole e procedure ma soprattutto di una gravissima compromissione della scena del delitto e probabilmente di un irreparabile inquinamento degli elementi di prova".