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Siena, la Civetta regina dei tabernacoli. Ma è festa per tutti i bambini

Marco De Candia
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A Siena un rito paliesco, particolarmente atteso e amato, si è consumato. Già collocato nel nuovo anno contradaiolo, ma relativo a quello appena trascorso, che non ha visto la terra in piazza ma ha salutato il ritorno delle comparse, delle feste titolari e di un minimo di socialità in più con la riapertura delle società. Passi preziosi nello scenario desolante della pandemia, in attesa di vedere se ci saranno le condizioni per poter finalmente respirare l’aria elettrica delle carriere che manca da due anni. I piccoli delle 17 contrade si sono dati appuntamento nella Basilica di Provenzano per la premiazione della Festa dei tabernacoli. Con la smania di sapere il nome dei vincitori, ma con l’orgoglio di rappresentare i propri colori e di inalberare il proprio fazzoletto. Passerella d’onore per la Civetta, a cui è andato il premio realizzato dall’artista Francesco Gerardi, ma applausi sinceri per tutte le future generazioni, e per chi ne segue le attività.

Gli onori di casa li ha fatti don Enrico Grassini, parroco della Collegiata (e anche correttore della Civetta), a cui il 2021 ha riservato, in primavera, il non facile compito di salutare, proprio sotto quelle stesse volte, un amico personale e un uomo amato da tutti come Andrea Mari detto Brio, che al popolo del Castellare aveva tolto la cuffia e si era legato a triplo filo. Siena, nelle sue trame misteriose e affascinanti, ha in qualche modo voluto chiudere un cerchio. “Queste sono giornate di nuvole scure - ha detto il sacerdote - non solo in cielo, ma anche per la paura degli adulti. Sia i priori che chi ha la responsabilità di portare avanti le nostre tradizioni vivono nel timore di questo periodo senza Palio. Dietro le nubi, però, c’è il sole, quello che riscalda i nostri cuori e ci dà la fiducia di andare avanti. Non so se alla fine ne usciremo migliori, ma di certo lo faremo insieme, grazie alla protezione della Madonna, sempre presente nelle tradizioni più belle delle contrade. In questo giorno dedicato a Lei e ai bambini, stende il manto verso di noi e ci dice che ci vuole bene”.

Claudio Rossi, rettore del Magistrato delle contrade, ha aggiunto: “Ringrazio gli addetti ai piccoli per quanto fanno durante tutto l’anno e mando un saluto prezioso ai nostri bambini, orgogliosi dei colori delle loro contrade. Ci affidiamo nelle mani della Madonna per tornare ad una vita normale”. Emiliano Muzzi, presidente del Comitato amici del Palio vero motore dell’appuntamento, ha ribadito: “Ringrazio il Comune, i priori, il Magistrato e la commissione dei tabernacoli. Un pensiero particolare va agli addetti ai piccoli: avete l’arduo compito di far crescere i bambini con i giusti valori”.