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Morte David Rossi, il fratello Ranieri: "Emersi altri due filmati di cui non si sapeva l'esistenza. Riesumazione? La sconsiglierei”

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Gli anni passano, ma a Ranieri Rossi non è mai venuta meno la voglia di arrendersi. Lo deve prima di tutto a suo fratello David e poi alle persone che gli volevano bene. Sulla strada della verità il nuovo alleato è la commissione parlamentare d’inchiesta che indaga sulla morte del manager. Adesso in campo con una serie di prove sperimentali, che sanno tanto di giorno zero.

 


Ranieri, che ne pensa della maxi-perizia?
Hanno detto tante cose, speriamo facciano bene. Stiamo parlando di promesse al momento, ma l’impressione è positiva. Si vede che alcuni stanno provando veramente a capire se la storia può essere riscritta”.
Che effetto le fa vedere le indagini ripartire da zero?
Un articolo di qualche anno fa le definiva ‘certosine’. Non so come siano arrivati a tanto, perché mi sembra evidente che siano state fatte maluccio. Mi sorprendo quando i commissari si stupiscono di certe lacune. Penso all’imprenditore Fulvio Muzzi o a Lorenza Pieraccini. Non sono stati mai sentiti dai magistrati, perché definiti ‘non interessanti’ ”. 
Dei quarantanove quesiti quali l’hanno colpita di più?
Quei riferimenti a numeri registrati con nomi strani (es Bin Laden, ndr). So dai verbali che c’era un numero con la dicitura ‘secret David’. Ecco, nessuna indagine è stata fatta. Magari guardare i tabulati in maniera più accurata. Ho avuto l’impressione che chi ha indagato abbia seguito il filone del suicidio. Tante cose non tornano”.
Quali? 
L’agente della scientifica, Federica Romano, ha detto che ci sono due filmati. Non se ne conosceva l’esistenza. Eravamo fermi a quello del vice-ispettore Marini. Come si pensava che nessuno potesse uscire dalla porta del vicolo di Monte Pio dopo un certo orario. Oppure, la salma non è stata messa sotto sequestro prima dell’autopsia. Che per chiarezza, non volevano neppure fosse fatta”. 

 


Ripartire dal materiale in possesso può minare l’esito delle perizie?
Il tempo stesso inquina le prove e poi non c’è altra soluzione. Sento tanti ‘non ricordo’, ma ci sta dopo anni. Alla commissione dico che l’esame con il laser scanner lo abbiamo già fatto come famiglia. Potrebbe ripartire da quello. Invece sconsiglierei la riesumazione del corpo
I pareri sulla sorte di David sono discordanti. Perché?
“Io che l’ho visto a pranzo quel giorno, non direi che era una persona preoccupata, come emerso in alcune audizioni. Muzzi ha raccontato della volontà di installare un impianto home theatre. Una persona che ha intenzioni suicide, mi sembra strano pensi a ciò
Che giudizio dà sull’operato della commissione?
Non ho ascoltato tutte le sedute. I commissari sono tanti e non tutti hanno la stessa conoscenza dei fatti. Alcuni sembrano lì per caso, altri si impegnano molto e sono preparati. Temevo che andasse a finire a tarallucci e vino, invece con il passare dei mesi, non penso che arriveranno a compromessi per fornire una soluzione ‘comoda’ ”.
Tanti confronti sono secretati. Giusto?
La differenza è data da chi chiede di non essere ascoltato in pubblico. Se è la commissione, è un conto. Se sono le persone sentite, è tutt’altra storia. Si vede che hanno da dire cose importanti, ma non vogliono essere identificati. Per fortuna, hanno qualcosa da dire”.
E’ andato via il procuratore Salvatore Vitello, a capo della seconda indagine. Che idea si è fatto?
Mi ha fatto arrabbiare più della prima, che era noto come fosse stata condotta male. Gli inquirenti arrivano a certe spiegazioni che non sono credibili. Penso alle ferite, alle orme di scarpe sul muro esterno. Noi, insieme ai nostri periti, abbiamo prodotto una relazione, ma sono convinto che il Gip non l’abbia letta. Su questo è dura farsene una ragione”.
La commissione antimafia ha fatto riaprire l’indagine sulla morte di Pantani. Questa ci riuscirà?
Non lo so, mi accontenterei che facessero una bella inchiesta. Non voglio dire che non sarei contento, ma per me è importante che siano messi dei punti fermi. Se la dovessero riaprire, sarebbe quasi sicuramente per omicidio. Non vorrei che fosse una cosa proforma, ma che poi non arriva a nessuna conclusione. E’ evidente oggi che le due inchieste sono state fatte male”.
La commissione ha fatto un appello a farsi avanti. Crede che possa arrivare una svolta dalla città?
Sono scettico, soprattutto perché queste segnalazioni rischiano di non portare a niente e far perdere tempo. Loro continuino il lavoro che stanno facendo. Hanno aumentato il ritmo della audizioni ed elementi inediti non mancano”.