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Siena, morte David Rossi. Migliorino: “Alcune cose lasciano imbarazzati”

Aldo Tani
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Sono già passati otto anni, ma sembra ieri. Soprattutto ascoltando le ricostruzioni di chi è intervenuto negli istanti successivi la caduta di David Rossi nel vicolo di Monte Pio. Come i tre agenti di Polizia che sono stati ascoltati dalla commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di David Rossi. Chiamati dalla sala operativa per "avvenuto suicidio", come hanno sottolineato l'assistente capo coordinatore Federico Gigli e il vice-ispettore Livio Marini. Ad attenderli Bernardo Mingrone, rappresentante dell'area finanza di Banca Mps e soprattutto una delle due persone, insieme a Giancarlo Filippone, che poco prima sono entrate nella stradina laterale di via dei Rossi per sincerarsi delle condizioni di Rossi.

 

 

“Quando siamo arrivati, i soccorritori stavano facendo le manovre di rianimazione. C'erano vari elettroditi attaccati al corpo e un operatore era intento a praticare il massaggio cardiaco", ha affermato Gigli. I due agenti, insieme a Mingrone, sono poi saliti nella sede di Montepaschi per andare a ispezionare l'ufficio del responsabile della comunicazione della banca. "La stanza era in ordine, la finestra spalancata e i cavi antivolatili strappati - ha raccontato ancora Gigli -. Marini ha fatto un video. A quel punto sono arrivati i procuratori, Nastasi, Natalini e Marini (omonimo dell'agente, ndr), che sono entrati dentro l'ufficio. Poi la porta è stata chiusa e la chiave è stata presa in consegna dal pm Marini". Sulla scena si è soffermato anche Marini, partendo come il suo collega dall'inizio: "Quando abbiamo incontrato Mingrone, prima di andare nel vicolo, faceva fatica quasi a parlare da quanto era scosso. Lì, era in corso un tentativo di massaggio cardiaco, ma da quello che ho potuto vedere sembrava che la gabbia toracica non opponesse resistenza". Il vice-ispettore ha poi raccontato dell'incontro con Pasquale Aglieco, ex comandante provinciale dei Carabinieri: "All'inizio non lo avevamo riconosciuto, perché era in borghese. Ci ha consigliato di andare a presidiare l'ufficio di Rossi, dicendo che sarebbe rimasto lui in strada". Una volta saliti nella Rocca, Marini si è trovato di fronte a "una porta chiusa ma senza mandate, con la chiave nell'interno". L'audizione, proseguita per oltre sei ore e con larghi tratti secretati, è terminata con il confronto con l'assistente capo coordinatore Federica Romano. L'agente è comparsa sulla scena qualche ora dopo i suoi colleghi e ha iniziato a fare tutti i rilievi che si addicono ai rappresentanti della polizia scientifica. Prima il sopralluogo a terra e poi nell'ufficio. Un particolare l'ha colpita: "Quando sono arrivati c'erano già gli operatori per la rimozione salma". Un fatto inusuale, tanto che dopo una specifica osservazione di un commissario, ha esclamato: "Di solito non succede, ma c'erano già altri colleghi sul posto".

 

 

Una delle tante "curiosità" attorno a questo caso, come rilevato dal vicepresidente Luca Migliorino: "Le sentenze di archiviazione, la prima e la seconda, sono veramente piene di errori. Noi vogliamo fare chiarezza, ma non altri punti interrogativi". Il deputato ha poi messo in evidenza le discrepanze emerse negli ultimi mesi: "La caduta di David è avvenuta alle 19.59, secondo l’orario del videoregistratore che era 16 minuti avanti. Nella prima sentenza invece di togliere 16 minuti, vengono aggiunti ponendo la caduta alle ore 20.15. È una delle tante cose che lasciano imbarazzati". E ancora: "Noi in pochi mesi abbiamo scoperto altre due persone che quella sera erano presenti all’interno della banca. La Commissione ha scoperto che l’ultimo che ha visto entrare David in banca racconta che entra in quella banca con una giacca blu, ma l’unica giacca che stava sulla sedia era grigia". Migliorino si è quindi soffermato su alcuni suoi chiodi fissi: "C’è una ferita sul volto di Rossi. Sono stati trovati dei fazzoletti sporchi di sangue nel cestino, ma se quella ferita è avvenuta nella caduta come potevano stare nel cestino dei fazzoletti sporchi di sangue? Nessuno dà spiegazione a quelle ferite". E poi "quei fazzoletti sporchi di sangue, visti il 6 di marzo, non sono stati sequestrati per settimane? Sono stati lasciati a terra e sequestrati alcune settimane dopo". Risposte che la Commissione proverà a dare con tutte le azioni disponibili. A partire dalla serie di perizie che saranno illustrate oggi a Roma e coordinate dai carabinieri del Racis.