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Siena, il dg delle Scotte, Antonio Barretta: "Subito vaccino anti Covid obbligatorio. I no vax stanno condizionando la salute di tutti"

Carlo Pellegrino
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“L’ospedale sta dimostrando grande spirito di servizio e buona organizzazione. Nonostante i ricoverati per Covid in proporzione più elevati di quelli di altre aziende ospedaliero universitarie, stiamo ottenendo un progressivo e significativo abbattimento delle liste di attesa”. C’è orgoglio nelle parole di Antonio Barretta: il direttore generale dell’Aou Senese analizza la situazione alle Scotte e cerca un equilibrio tra ottimismo e realismo. Se da un lato i vaccini hanno attenuato la pressione sul policlinico, nonostante Siena sia pesantemente colpita dal contagio, dall’altro lato non può che ricordare l’impegno del suo personale. “E’ una battaglia faticosa – afferma il dg – che attualmente coinvolge circa 13 medici, 40 infermieri e 15 operatori sanitari. Risorse importanti che potremmo impiegare altrove se non ci fosse il Covid 19 da contrastare. I numeri ci dicono che meno di un terzo delle persone che arrivano in ospedale sono vaccinate; c’è amarezza perché è ragionevole pensare che senza no vax avremmo almeno due terzi dei ricoveri in meno. Non si vuole capire che non è in gioco la libertà personale bensì la salute di tutti. Le scelte di pochi stanno condizionando negativamente la vita della collettività, stanno privando alcuni pazienti del diritto a ricevere cure tempestive. E’ capitato in passato e continua a succedere ogni qualvolta i ricoveri per Covid aumentano: si impedisce ad altri di essere curati, occupando posti letto e forza lavoro”.

Singapore ha annunciato che farà pagare le cure mediche Covid ai no vax. Lei cosa ne pensa?

“Che è una misura estrema non auspicabile per un sistema sanitario universalistico come il nostro. Penso invece che, a questo punto, sia giunto il momento di arrivare all’obbligo vaccinale per tutti”.

A proposito di chi non si vaccina, qual è la situazione delle sospensioni tra i vostri dipendenti?

“Dei 32 sanitari del comparto che abbiamo sospeso, ai quali va aggiunto un dirigente, purtroppo ne abbiamo potuti reintegrare soltanto sei. E’ un numero piuttosto basso, che mostra una certa resistenza, anche se il reintegro avviene soltanto dopo la seconda dose e, quindi, la situazione è probabilmente in evoluzione. Ci sono anche 12 persone che hanno potuto esibire un certificato di esenzione al vaccino, tra loro otto del comparto, oltre a quattro dirigenti di cui due poi si sono potuti vaccinare. Restano venti persone che non sono a lavoro, per maternità, lunghe malattie o aspettative: per rientrare a lavoro in presenza devono prima essere vaccinati ”.

Quanto preoccupa l’aumento dei casi?

“Preoccupa non tanto per la nostra capacità di dare risposte, perché come abbiamo già dimostrato siamo in grado di far fronte a molti più ricoveri, bensì per l’eventuale necessità di dover riprogrammare l’ordinaria attività ospedaliera con l’effetto che le liste di attesa riprenderebbero ad allungarsi. Questo scenario la nostra strategia non cambia: dobbiamo essere sempre pronti a rimodulare rapidamente, in base all’evolvere della pandemia, la nostra organizzazione”.

L’aumento, seppur relativo, dei ricoveri, sta in qualche modo rallentando l’imponente piano dei tagli delle liste d’attesa? A che punto è arrivata l’Aou Senese?

“Nonostante le risorse impegnate in area Covid, il report periodico sui nostri volumi di attività evidenzia che stiamo lavorando bene. Per le prestazioni ambulatoriali stiamo dando risposte importanti, riassorbendo i ritardi e allineando nella stragrande maggioranza dei casi la nostra offerta alla domanda di prime visite. Abbiamo alcuni settori ancora un po’ indietro, penso all’allergologia e ad alcuni ambiti della diagnostica per immagini, per via della carenza di alcuni professionisti che andremo a colmare con assunzioni, ma ci vorrà il tempo necessario per il reclutamento. Per quanto riguarda l’ambito chirurgico, la Regione ha assegnato un obiettivo di volume da rispettare, pari a quello del 2019 meno il 10%. E’ un traguardo impegnativo, abbiamo avuto anche 150 ricoverati per il Covid, ma i nostri professionisti stanno facendo un gran lavoro per raggiungerlo, in alcuni casi lavorando anche il sabato. Prima della pandemia realizzavamo poco più di 13 mila interventi chirurgici in elezione, l’obiettivo per il 2021 è di circa 12 mila e siamo quasi in linea, essendo già oltre i 10 mila interventi, nonostante la morsa del virus”.

Quanti pazienti Covid può accogliere oggi l’ospedale?

“Dal 3 settembre e fino al 31 dicembre, con la delibera 893, abbiamo messo a punto un piano per assistere 85 malati. Se aggiungiamo anche i posti pediatrici raggiungiamo quota 90. Mi auguro e penso che siano posti ben superiori alle attuali necessità”.

Ha parlato di nuove assunzioni. Come procede il piano?

“Dal primo gennaio al 30 settembre abbiamo assunto 171 professionisti. Assunzioni molto importanti che sono andate a colmare delle lacune, a fronte delle 200 cessazioni di quest’anno. Se è vero che il saldo è negativo, dobbiamo considerare che nel 2020 l’organico aveva subito un notevole aumento per la pandemia. Ovviamente continueremo ad assumere in base alle necessità aziendali, ma gli inserimenti non possono essere fatti in maniera indiscriminata. Ci sono dei vincoli di spesa da rispettare e noi abbiamo il dovere di intervenire laddove c’è maggiore necessità”.

Cosa risponde alla Cisl che continua a protestare?

“Non voglio entrare in polemica, mi limito a dire che stiamo facendo molto, esaminando ormai da tempo le situazioni di sofferenza circoscritte ad alcuni settori. La sofferenza organizzativa generalizzata di cui veniamo accusati da alcuni non è supportata da dati. Come ricordato, le risorse non sono illimitate: per far fronte all’emergenza Covid dovremmo assumere in prevalenza a tempo determinato per i bisogni che via via emergono. Ciò non è sempre possibile, i professionisti in graduatoria spesso non accettano contratti a termine e, quindi, dobbiamo a volte attingere dal personale impiegato nei nostri servizi ordinari che vanno purtroppo riprogrammati”.

Quanto è difficile ma al tempo stesso importante riuscire a progettare e a programmare nonostante questa situazione? Alle Scotte ogni settimana c’è una nuova iniziativa.

“Di progetti in corso ne abbiamo tantissimi e sono felice quando le idee arrivano dai professionisti o dalle associazioni che con noi collaborano. E’ importante che ci sia questo continuo sforzo verso l’innovazione, dà nuova energia e promuove il miglioramento continuo. Come direzione aziendale i due filoni su cui ci stiamo muovendo maggiormente sono la ristrutturazione e l’ammodernamento tecnologico, oltre all’innovazione organizzativa anche in termini di collaborazione interna fra professionisti e con altre aziende. Entro la prima parte di dicembre ci saranno due importanti accordi, che si aggiungeranno a quelli con Careggi per il polmone e con la fondazione Monasterio per la cardiochirurgia”.