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Siena, terza dose: 800 prendono tempo alle Scotte. Barretta: "Parleremo con indecisi"

Nella Asl 2.624 dipendenti, somministrazione effettuata da 1.133 persone. D'Urso: “Chiediamo una risposta importante”

Carlo Pellegrino
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Alle Scotte 800 operatori sanitari prendono tempo sulla terza dose. E’ un numero significativo, sebbene la risposta del personale dell’Aou Senese sia stata ancora una volta importante: su una totalità intorno ai tremila dipendenti, circa 1.600 hanno già effettuato il richiamo e 600 prenotati aspettano di farlo. “Detto che abbiamo abbondantemente superato il 50% - afferma il direttore generale Davide Barretta – e che è alto anche il numero dei prenotati, abbiamo una parte di dipendenti che ci ha chiesto di essere contattata più avanti per la terza dose. In alcuni casi questa decisione è legata a una motivazione medica, in altri alla volontà di vedere come evolverà la situazione nelle prossime settimane. Ma 800 dipendenti è un numero che qualche riflessione me la impone, visto che parliamo di persone che hanno ricevuto la seconda dose da oltre sei mesi”.

 


La risposta dell’azienda, come sempre, è stata puntuale. “Ho deciso di promuovere un incontro su questo tema, per il 26 novembre – annuncia il dg – parteciperanno il direttore sanitario Gusinu, la professoressa Cusi, la dottoressa Bianco coordinatrice della Vax Unit e la dottoressa Fabrizi, che è il nostro medico competente. Spero che questa possa essere un’occasione per chiarire alcuni temi, anzi per continuare a chiarirli visto che lo stiamo già facendo con il medico competente. Volevo però che fosse presente anche la direzione aziendale, deve essere un’opportunità per fare chiarezza rassicurare. Non abbiamo a che fare con dei no vax ma con persone che hanno già ricevuto due somministrazioni, il dialogo potrà essere importante”.
L’arrivo di nuovi vaccini proteici, quindi tradizionali (l’Ema sta valutando l’approvazione di Novavax), potrebbe aver prodotto qualche tentennamento? “Io onestamente non credo – risponde il professor Barretta – a chi chiede tempo replico che non è il momento di aspettare, gli studi dicono che il titolo anticorpale dopo sei mesi calano drasticamente, questo rappresenta un rischio per loro stessi e per i pazienti che curiamo. Si parla anche di obbligo a livello nazionale, qualora fosse introdotto saremo pronti come sempre a farlo rispettare. Mi auguro però che non ci sia bisogno e che gli operatori prendano una decisione anche nel rispetto del ruolo che svolgono. Però vediamo anche alla parte di bicchiere pieno: tanti colleghi si sono già vaccinati, aderendo consapevoli a questa campagna e capendone l’importanza. Confido che a breve lo faranno anche gli altri”.

 

 


Passando alla situazione dell’Asl, su 2.624 dipendenti in provincia di Siena sono vaccinati con la terza dose il 47,51% (1.133), con almeno una dose il 91,65% (2.405), con due il 90,89% (2.385). Rispetto ai dipendenti dell’Aou Senese non è disponibile il numero di quanti hanno effettuato la prenotazione, in quanto la procedura avviene direttamente sul portale regionale. Quanto agli operatori sanitari in 11.670 hanno effettuato la prima dose, in 10.940 la vaccinazione completa, in 4.781 la terza dose. Qui non esiste una base precisa cui fare riferimento: un fisioterapista o un operatore di Rsa può essersi prenotato per fascia di età e non per professione. 
“La vaccinazione del personale sanitario tra i dipendenti ha raggiunto la quasi totalità di chi non ha controindicazioni per motivi di salute – afferma Antonio d’Urso, direttore generale Asl Toscana Sud Est - E’ stato un risultato rilevante, grazie al quale abbiamo garantito una protezione importante per tutti gli operatori e le persone con cui entrano in contatto”. “Ora la stessa risposta è richiesta anche nell’adesione alla terza dose vaccinale, per garantire ancora un’ampia copertura anti-Covid – aggiunge il dg - i nostri operatori sanitari hanno già iniziato ad aderire in buon numero, sono convinto che nelle prossime settimane, in parallelo con l’estensione della campagna anche alle fasce di età più basse, raggiungeremo nuovamente quei numeri che abbiamo toccato con le prime due dosi”.