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Mattarella: "Siamo nel labirinto, decisive le Università. Quella di Siena sta facendo molto"

Gennaro Groppa
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Procedure di sicurezza ai massimi livelli, forze dell’ordine schierate in vari punti della città. Lunedì 15 novembre è stata questa la mattinata Siena del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha preso parte all’inaugurazione del 781esimo anno accademico in piazza San Francesco. Mattarella, accompagnato dai tradizionali corazzieri del Quirinale, è arrivato in perfetto orario ed è stato accolto e salutato dalle autorità cittadine: il prefetto Maria Forte; il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani; il presidente della Provincia di Siena, Silvio Franceschelli; il sindaco di Siena, Luigi De Mossi. Erano tutti schierati all’ingresso del dipartimento universitario di scienze economiche. Il capo dello Stato ha tenuto un discorso, parlando a braccio, durante la cerimonia che ha preso il via con l’inno di Mameli suonato e cantato dall’orchestra da camera dell’istituto Rinaldo Franci con il coro dell’Accademia musicale Chigiana (che hanno poi chiuso la cerimonia con il Gaudeamus).

“Ringrazio il rettore Francesco Frati per l’invito, in passato non mi era stato possibile partecipare a causa della pandemia – ha detto Mattarella. – Ringrazio il professor Venuti per la sua prolusione così coinvolgente. L’idea che la vita vada avanti con ritmi immutati è un’illusione che qualcuno coltiva anche oggi. Ed era un’illusione pure in passato. Oggi i ritmi delle nostre esistenze sono mutati, e ciò può provocare un senso di insicurezza e di fragilità. Di fronte al labirinto kafkiano (citato dal professor Venuti, ndr) e ai sentimenti di fragilità e insicurezza c’è soltanto un antidoto, ovvero i punti fermi di carattere etico e i principi irrinunciabili della convivenza. Penso a ciò che è stato detto qui, quindi al sostegno nei confronti alla disabilità, all’accoglienza dei profughi afghani e alla risposta alla pandemia, temi che portano ad una riflessione sugli atteggiamenti da assumere”.

“Sulla disabilità – ha affermato ancora il presidente della Repubblica – abbiamo fatto dei passi in avanti, ma siamo lontani da una condizione adeguata, abbiamo ritardi di mentalità e di carattere culturale. Dobbiamo acquisire la consapevolezza che il mondo della disabilità è un giacimento di risorse importanti a cui va data la possibilità di esprimersi, in questo ateneo si fa molto al riguardo. L’accoglienza a studentesse e studenti afghani è una scelta significativa, compiuta da questa università, di fronte ad un fenomeno di strano disallineamento che abbiamo visto in vari punti dell’Europa. Eppure i fondatori dell’Unione europea indicarono orizzonti vasti e importanti e andarono avanti nella loro azione con coraggio e determinazione. E’ sconcertante quel che avviene in più luoghi nei confini dell’Unione e il fatto che talvolta non si tenga conto della situazione in cui queste persone si ritrovano”.

Poi, sulla risposta alla pandemia: “Abbiamo reagito con grande senso di responsabilità manifestando rispetto per gli altri e per l’interesse comune. Ora i contagi stanno riprendendo in tutta Europa, anche Paesi grandi e organizzati appaiono in difficoltà. Nel nostro, la situazione è meno allarmante, grazie al grande lavoro compiuto. Tuttavia i casi sono in aumento e ciò ci richiama al dovere di osservare le regole e di fidarci della scienza. Il ruolo degli atenei è rilevante e fondamentale, ne ho frequentati tanti da quando ricopro la carica. Registro segnali positivi, nel Pnrr ci sono risorse e le università sono cruciali per far crescere il Paese”.

Durante la cerimonia ha tenuto un discorso anche Rosalia Selvaggi, rappresentante degli studenti dell’ateneo senese, che ha descritto la vita dei giovani in tempi di pandemia e ha ricordato le difficoltà e le problematiche esistenti. “La didattica a distanza – ha detto – non deve essere vista come la soluzione definitiva. I giovani continuano a fuggire da un Paese che non valorizza il merito. E a volte devono abbandonare gli studi perché diventano un lusso e non un diritto. La pandemia ha aumentato le insicurezze, il fenomeno dell’abbandono scolastico ed accademico va contrastato. Ripartiamo dall’università, dall’abbattimento delle disparità nel nostro ambiente e dal diritto allo studio, e allora invito il presidente Mattarella a visitare alloggi e mense universitarie affinché si possano risolvere le problematiche lì vissute”.