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Banca Mps, D'Ettore: "Otterremo la proroga dall'Europa, poi il Monte tornerà sul mercato"

Carlo Pellegrino
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La commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario ha ripercorso il negoziato tra Mps e Unicredit passo dopo passo. Dall’accordo preliminare allo stop definitivo. E poi ancora le prospettive per Rocca Salimbeni, adesso che il Mef è alle prese con Bruxelles per ottenere una proroga dall’Unione europea. A parlarne il vicepresidente, Felice Maurizio D’Ettore.

Cosa è emerso dall’audizione di Andrea Orcel e Guido Bastianini?

"Come spiegato da Orcel, è venuto fuori che c’era un term sheet, ovvero un documento preparatorio non vincolante, per portare a termine i negoziati. A conclusioni della due diligence, il Mef ha ritenuto eccessivo l’aumento di capitale richiesto e l’accordo è così saltato”.

L’hanno sorpresa queste dichiarazioni?

“Sicuramente, nei termini in cui è stato esposto, è un elemento nuovo. E’ stato chiarito finalmente come si è svolta la trattativa e che a vanificarla, sono state le condizioni mutate rispetto alla scrittura preliminare”.

Quindi, è rimasto soddisfatto da questi confronti?

“La volontà della commissione era vederci chiaro. C’è di mezzo un soggetto pubblico e di conseguenze gli interessi della comunità. Era giusto capire se emergevano elementi per ulteriori indagini. La ricostruzione fatta davanti a noi è stata un inedito. Non abbiamo finito però, perchè manca ancora il Tesoro”.

Come ne escono le parti in causa?

“A me interessa il quadro di insieme. Una volta per tutte è stato smentito che ci fosse un impegno a comprare Mps a tutti i costi. L’accordo preliminare serviva a favorire la trattativa e inquadrarla dentro un perimetro. Non altro. Mi sento di aggiungere che Unicredit non ha fatto un discorso di merito su Montepaschi. Semplicemente la due diligence ha messo in evidenza alcune problematiche”.

Dell’audizione di Bastianini cosa le è rimasto?

“La consapevolezza che la proroga che può dare l’Europa è giustificata, perché la banca ha dei fondamentali che gli consentono di stare sul mercato. A questo punto c’è da essere fiduciosi per il futuro”.

Il Financial Times è convinto che alla fine Unicredit comprerà Mps. Cosa ne pensa?

“I giornali fanno il loro mestiere. Io mi baso su quello che ha detto Orcel, che ha escluso ogni possibilità. Poi se in futuro cambiano le condizioni, vedremo. E’ il mercato”.

Tra le prossime audizioni ci sarà il Mef. Cosa vi aspettate?

“E’ l’anello mancante di questa vicenda ed è fondamentale per completare il quadro. Ci sono in ballo l’aumento di capitale e la valutazione sugli esuberi. Si tratta di un soggetto pubblico e non può non tenere conto dell’impatto sociale. Tra l’altro, Orcel ha spiegato che i network di Mps e Unicredit sarebbero stati sovrapponibili e questo fa capire che andare sul mercato a determinate condizioni, potrebbe comportare sacrifici minori”.

Come andrà a finire questa storia?

“Otteniamo la proroga dell’Europa e anche sulla base dei numeri dati da Bastianini, sono convinto che la banca potrà tornare sul mercato a condizioni migliori e continuare a operare, forte della sua penetrazione territoriale”.