Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Siena e il caso Rossi, parla Walter Rizzetto: "Dubbi profondi sulla morte di David"

Aldo Tani
  • a
  • a
  • a

Walter Rizzetto è partito da lontano. La verità della magistratura sul caso Rossi non l’ha mai convinto. A testa bassa si è fatto portavoce della necessità di smuovere il Parlamento. A marzo la Camera ha dato il via libera alla commissione d’inchiesta e otto mesi dopo questa sua fermezza ha trovato qualche riscontro. 

 


Onorevole Rizzetto, come sta andando la commissione?
Sta andando bene, anche se siamo ancora alla fase istruttoria. Però mi fa piacere che c’è volontà di fare luce sul caso e non si viene qui per passare il tempo”.
Quali elementi l’hanno colpita di più finora?
E’ evidente che le indagini non siano state fatte bene. Non voglio dire che ci sia stato un motivo dietro. Per questo vogliamo dare una visione più ampia di quanto emerso”.
Chi è venuto davanti a voi ha esposto tesi differenti sulla fine di Rossi. Come mai?
Credo sia dovuto al background con cui si sono approcciati al caso. Specialmente i giornalisti, a seconda che appartenessero alla sfera locale e nazionale. C’è anche chi è partito da un punto e poi è arrivato a un altro con il passare degli anni. Possono essere entrambe valide, l’importante è che nelle audizioni emergano elementi”.
Dove può arrivare la commissione?
Dal primo momento in cui ho voluto questo strumento, ho creduto che si potesse fare una narrazione differente da quella fatta nelle aule giudiziarie. L’obiettivo finale è far riaprire le indagini”.
Siete riusciti a tenere fuori la politica?
Fortunatamente sì. E lo dico perché le vicende di Montepaschi, come emerso dalle ricostruzioni non espressamente legate al caso Rossi, troppe volte si sono incrociate con la politica. In questo caso è rimasta fuori dalla porta e credo che sia un valore aggiunto”.
Cosa si aspetta dalle perizie tecniche che presenterete la prossima settimana?
Ho chiesto con forza la prova del manichino. Sappiamo bene come è andata l’altra volta: ritengo che come dinamica possa offrirci degli spunti rispetto alla caduta. Personalmente, un mio dubbio è che Rossi avrebbe potuto precipitare dal terzo o dal quarto piano. In questo modo si possono fugare queste perplessità”.
Tra le persone sentite, da chi è rimasto impressionato?
Tutti hanno dato qualcosa. Però, se penso ai giornalisti delle Iene o all’ex sindaco Piccini, così come Davide Vecchi o Tommaso Strambi, hanno fornito elementi molto interessanti”.
Per lei come è morto Rossi?
Io oggi non lo so ancora con certezza. Se l’avessi saputo non mi sarei fatto promotore della commissione o forse sì, rispetto alle due archiviazioni. Però, rispetto al lavoro passato o a quello nostro, posso dire di avere un’idea abbastanza chiara su come è deceduto e i dubbi rispetto a quanto è stato appurato dalla magistratura ci sono e sono profondi”.