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Siena, sciopero di 250 lavoratori della raccolta rifiuti: "Aspettiamo il contratto da 27 mesi"

Gennaro Groppa
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Circa 250 lavoratori dei servizi ambientali hanno scioperato nella giornata di ieri, lunedì 8 novembre, effettuando un presidio, con tutte le sigle sindacali presenti, a partire dalle ore 10 davanti alla sede di Siena di Sei Toscana, il gestore del servizio di raccolta dei rifiuti nell’area sud est della regione. I lavoratori chiedono di arrivare al rinnovo del contratto di lavoro, che è scaduto ormai da 27 mesi.
L’accordo fino a questo momento non è stato trovato a causa di divergenze di vedute su alcune questioni fondamentali, come gli orari di lavoro e la remunerazione delle prestazioni. “Purtroppo le proposte che ci sono state fatte non sono accettabili – dichiara Massimo Tanganelli, coordinatore dell’area vasta Toscana sud della Cgil per il settore dell’igiene ambientale – Abbiamo già accettato all’ultimo rinnovo due ore aggiuntive settimanali e un nuovo livello di ingresso per favorire il fatto che il contratto potesse essere esteso al maggior numero possibile di persone. La bontà dei nostri rinnovi in passato ci ha dato ragione per i risultati poi raggiunti”.

“Ora però – aggiunge Tanganelli – siamo arrivati ad un punto nel quale non è più possibile cedere di un centimetro. Ci stanno proponendo un contratto autofinanziato, vorrebbero una equiparazione ai livelli e alla retribuzione più basse. Vorrebbero aumentare l’orario giornaliero senza considerare che noi facciamo un lavoro gravoso, e che questo ci viene riconosciuto dalla legge. Già con 38 ore settimanali siamo assolutamente usurati. Già nel 30% dei casi viene svolto un lavoro non idoneo, questi lavoratori - prosegue - quando alla fine incontrano delle problematiche non hanno alcun tipo di ammortizzatore sociale e si ricorre al licenziamento”. I lavoratori che hanno effettuato lo sciopero erano quasi tutti dipendenti di Sei Toscana, che adesso conta in totale 1.048 dipendenti, qualcuno di Sienambiente e c’era anche qualche lavoratore aretino di Aisa Impianti. A Siena si sono ritrovati per protestare lavoratori del settore di tutta la Toscana meridionale.

Afferma Roberto Biagioni di Fit Cisl: “Chiediamo che il contratto di lavoro venga rinnovato, in quanto si tratta di una risorsa per tutti, per i dipendenti come per le aziende ed i cittadini. Solo rinnovando il contratto si potrà continuare a fornire un servizio di qualità a costi sostenibili. Per la prima volta il rinnovo presenta un rischio diverso, che è quello di andare nella direzione di contratti differenziali e poveri che non garantirebbero la stessa efficienza e qualità. Siamo qui per rivolgere un appello alle aziende ma al tempo stesso per segnalare una problematica al territorio e ai cittadini affinché essi sostengano la nostra battaglia”. “Si rischia una destrutturazione del sistema dell’impianto contrattuale – dice ancora Biagioni della Fit Cisl – attraverso una modifica del regolamento su vari temi e aspetti, ad esempio sull’orario di lavoro, che è il tema sul quale le trattative si sono rotte. Le aziende chiedono una liberalizzazione dell’orario rispetto a quelli che sono i limiti giornalieri e del lavoro straordinario per poter poi avere mano libera nella gestione. Ma se l’orario di lavoro viene meno allora anche il contratto viene meno. Noi abbiamo fatto delle richieste per implementare la formazione, la crescita professionale e la sicurezza sul lavoro; abbiamo presentato una piattaforma che inizialmente sembrava essere condivisa dalle aziende e che invece è stata poi di fatto ignorata. Siamo all’inizio di una lunghissima vertenza, purtroppo non credo che uno sciopero sia sufficiente per ottenere il rinnovo del contratto. L’obiettivo in prospettiva è quello di riuscire a coinvolgere le nostre amministrazioni e i cittadini, solo se tutti capiamo che questo contratto è fondamentale riusciremo a ottenere ciò che è legittimo. Noi non vogliamo un rinnovo al ribasso”.