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Palio di Siena, Calamassi: "Rischiamo di trovarci senza cavalli pronti per il 2022. I proprietari vanno ascoltati di più. Ecco cosa serve"

Eleonora Mainò
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Un mandato a scalpitare senza poter fare niente. Andrea Calamassi esaurisce a Siena il suo biennio da presidente dell’Associazione proprietari, allenatori e allevatori di cavalli da Palio con una forte amarezza per avere avuto le mani legate dall’emergenza Covid. Nel tirare le conclusioni, però, lancia anche messaggi precisi su alcune cose che non hanno funzionato a dovere e che invece vanno messe a posto al più presto, per coltivare speranze in chiave 2022. “La completa assenza dei Palii - spiega - ci ha fatto vivere due anni drammatici. Avevamo tante idee, ma la pandemia ha bloccato tutto. Questo periodo di vuoto, inoltre, ha evidenziato alcune lacune nel protocollo che vanno aggiustate”.

Quali solo le più evidenti?

"Parliamoci chiaramente: lo stop dal 2020 ha fatto saltare un’intera generazione di cavalli, quindi il circuito della provincia, in una situazione del genere, andava focalizzato sui soggetti più giovani. Che senso ha avuto coinvolgere gli esperti in maniera massiccia? Loro sanno già dove mettere i piedi, mentre chi l'età per correre l'ha raggiunta da poco avrebbe avuto più bisogno di essere addestrato. Se nel 2022, come tutti speriamo, tornerà la terra in Piazza, ci saranno i cavalli per correre? E’ questo l’interrogativo da porsi, per trovare una risposta prima che sia tardi".

Cosa consiglia di fare?

"Intanto, maggiore dialogo tra autorità, capitani e noi proprietari, che invece siamo sempre stati esclusi. Forse qualcuno dimentica che mettiamo a disposizione un capitale senza rientro, consapevoli di farlo contro i nostri interessi economici e con grandi rischi, ma in nome di una grande passione. Essere ascoltati e coinvolti, per avere anche il contributo di chi conosce certe problematiche, mi sembrerebbe il minimo".

Cosa servirebbe, allora, al protocollo in vista di una possibile ripartenza nel 2022?

"Intanto, e qui mi ripeto, una maggiore chiarezza verso chi ci mette i soldi solo per amore dei cavalli e della Festa. Poi piste adeguate. Sono due anni che i soggetti, sia esperti che potenzialmente adatti, non corrono in Piazza del Campo, quindi il numero delle prove di addestramento, rispetto agli scorsi anni, deve aumentare sensibilmente. Altrimenti il rischio di non avere cavalli pronti è concreto".

Ha parlato di piste. Quanto ha pesato quest’anno l’assenza di quella di Monticiano?

"Non tanto, vista la situazione. Non essendoci i Palii, era inutile rischiare, quindi è stata sufficiente soltanto la struttura di Mociano, che è adeguata. Però nel 2022, se la pandemia ci darà finalmente tregua, servirà anche il Tamburo di Monticiano".