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Siena, la professoressa Cusi: "Terza dose di vaccino per tutti. Fondamentali Green pass, mascherine e distanze"

Gennaro Groppa
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“La terza dose di vaccino anti Covid sarà necessaria per tutti”. Ne è convinta la professoressa Maria Grazia Cusi, direttore dell’Unità di Microbiologia e di virologia del policlinico delle Scotte di Siena. Il trend settimanale dei nuovi contagi da Coronavirus è in aumento, nel Senese come nel resto del Paese. All’estero va anche peggio, con un boom di contagi in Croazia, in Inghilterra, in Russia, in Polonia e con una crescita esponenziale anche in Francia e in Germania.

Professoressa Cusi, a suo avviso dovremo quindi tutti fare la terza dose di vaccino anti Covid?

“Credo proprio di sì. Ovviamente ci sono delle priorità dettate e determinate dalle categorie, come sappiamo a tante persone la terza dose è stata già somministrata secondo le indicazioni fornite dal ministero. Credo che sarà necessario a tutti ricorrervi, anche visti quelli che sono stati i dati scientifici pubblicati relativamente al declino del titolo anticorpale nel tempo. Stiamo assistendo ad una situazione nella quale in Italia i nuovi casi sono in aumento, anche se non in maniera esponenziale come è avvenuto nei picchi precedenti che si sono verificati. In altri Paesi adesso la situazione è ancora più grave”.

Perché secondo lei in Italia in questo momento si sta meglio rispetto ad altri Paesi europei?

“Sicuramente ciò dipende dalla campagna vaccinale. Nel nostro Paese abbiamo vaccinato oltre l’80% della popolazione vaccinabile, una percentuale che non è stata raggiunta ovunque. Inoltre i governi che si sono susseguiti hanno attuato regole che hanno dato dei frutti, come l’utilizzo delle mascherine, il distanziamento, il green pass”.

Lei quindi dà un giudizio positivo a quelle che sono state le scelte adottate dai governi Conte e Draghi per fronteggiare la pandemia?

“Sì, assolutamente. Basti vedere che adesso non ci troviamo in una situazione grave, mentre all’estero gli scenari sono peggiori. E’ vero che anche in Italia il numero di contagi è di nuovo in aumento, ma le terapie intensive degli ospedali ora non stanno soffrendo”.

Per quanto tempo durano, e quindi proteggono dal virus Sars-Cov-2, gli anticorpi dopo che ci si è vaccinati?

“Gli studi effettuati dimostrano che già a sei mesi di distanza dal termine del ciclo primario della vaccinazione il titolo anticorpale si abbassa molto. E ciò avviene più nei vaccinati rispetto a coloro che sono stati infettati dal virus e sono guariti, casi invece nei quali gli anticorpi sembrano riuscire a proteggere un po’ più a lungo. Ma ovviamente con il trascorrere dei mesi il titolo anticorpale si abbassa anche in loro”.

Crede che la campagna vaccinale potrà proseguire nella sua forma attuale, con l’utilizzo di hub della Asl e con l’impiego anche di medici di medicina generale e di farmacisti?

“Questa domanda esula dal mio lavoro. Se lei mi chiede un parere personale, credo che oltre agli hub ci siano categorie professionali che stanno svolgendo un ottimo servizio. I medici di famiglia, d’altronde, sono eccellenti anche nel realizzare ogni anno la campagna antinfluenzale. Anche in questa situazione hanno dato un grande contributo, così come i farmacisti”.

Quanto dobbiamo essere preoccupati per la presenza di varianti?

“La Delta sta imperversando, i casi che stiamo sequenziando sono tutti di questo tipo. Al momento è l’unica variante che sta effettivamente circolando da noi. Poi si parla molto anche della colombiana e del rischio che possa arrivare e causare delle problematiche. Tuttavia è prematuro parlare di ciò, francamente non è semplice ipotizzare quel che potrà accadere in futuro”.