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Siena, resta l'allarme povertà. La Caritas segue ancora duecento famiglie: "Un altro lockdown sarebbe un disastro"

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Carlo Pellegrino
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L’estate ha aiutato ma le situazioni di disagio e povertà a Siena restano. Anna Ferretti, l’infaticabile responsabile della Caritas, descrive un quadro complesso, ancora legato all’emergenza Covid, stavolta economica, che ha incancrenito difficoltà pregresse. “Attualmente seguiamo circa 200 famiglie – afferma – e c’è stato sicuramente un miglioramento, visto che prima dell’estate erano almeno 250. Ovviamente la ripresa delle attività commerciali ha aiutato. Prima del Covid, però, non andavamo oltre le 80, 90 famiglie in difficoltà”. Ripresa del lavoro, ma non solo: “Ad aiutare sono stati anche i buoni spesa della Società della Salute – rileva la dirigente della Caritas – adesso stanno arrivando anche quelli del Comune di Siena e ci saranno i bandi straordinari per i contributi dell’affitto. Aggiungerei le varie iniziative di solidarietà, come le raccolte alimentari della Coop. Un quadro sicuramente migliorato rispetto al picco drammatico che abbiamo avuto a gennaio, durante il secondo duro lockdown. Sebbene non tutte le persone abbiano potuto beneficiare di questi sostegni il miglioramento c’è stato, lo abbiamo visto anche noi con diverse famiglie che non hanno più avuto bisogno del pacco viveri e hanno smesso di ritirarlo”.

E’ ovvio che la situazione resta delicata. “Tutto dipende dall’occupazione – evidenzia Ferretti – la riapertura dei ristoranti, degli hotel e delle altre attività ha permesso di vivere con maggiore serenità. Ma parliamo comunque di lavori precari, con contratti di pochi mesi. Ci sono state persone che si sono allontanate da Siena spostandosi nelle aree costiere, dove il turismo è andato meglio, nella speranza di trovare qualcosa di più solido”. Chi è rimasto in crisi? “Sicuramente le famiglie monoreddito con più figli – risponde la dirigente Caritas – ma anche persone con fragilità che hanno difficoltà di inserimento nel lavoro. Magari anche con problemi di salute perché con il Covid tutti ci siamo curati di meno. Stranieri? Sì, gli stranieri ci sono ma non mancano gli italiani”. Altro guaio all’orizzonte è quello degli sfratti. “Che finora sono bloccati – ricorda Ferretti – ma che prima o poi ripartiranno. Non è un problema di voler pagare case e stanze, è non avere le possibilità economiche per farlo. E’ possibile che nei prossimi mesi ci troveremo ad affrontare ulteriori situazioni di disagio legate a chi si trova senza un posto nel quale dormire”. Con la scure della pandemia: “In caso di altre chiusure sarebbe un disastro”.

Capitolo green pass e vaccini. “Noi abbiamo sollecitato tutti a vaccinarsi – conclude la responsabile della Caritas senese – intanto per la salute di chi, come ricordato, a volte ha anche problemi fisici. Poi anche per il lavoro: in caso di chiamata è necessario essere pronti a iniziare subito. Abbiamo fatto un’opera importante di sensibilizzazione, nei confronti di persone che non erano contro il vaccino per ideologia, ma che spesso ne sapevano pochissimo e andavano rassicurate. I risultati sono stati importanti: anche grazie alla campagna della Asl e alle giornate di somministrazione ormai praticamente tutti hanno il vaccino. Anche quelli che vengono alla mensa: logico che se poi viene qualcuno arriva da fuori città e ha bisogno di mangiare non possiamo mandarlo via. Anche se non si è vaccinato”.