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Assolto con formula piena dopo dieci anni di processo, finisce il calvario di Giuseppe Carchivi

Claudio Coli
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Si è concluso con una assoluzione piena, dopo 10 lunghi anni, il calvario giudiziario di Giuseppe Carchivi, 59 anni, stimato commercialista e revisore contabile calabrese trapiantato da anni nel senese, a Colle di Val d'Elsa, che era finito sotto accusa per associazione a delinquere e concorso in bancarotta fraudolenta della società Eurosviluppo Industriale (dichiarata fallita nel marzo 2012) nell'ambito dell'inchiesta “Energopoli”, promossa dalla Procura di Crotone. Ex consigliere comunale e presidente della Colligiana Calcio, Carchivi – originario di Isola Capo Rizzuto, nel crotonese – era finito nel tritacarne giudiziario nel 2011, quando gli inquirenti pitagorici avviarono un'indagine sugli affari dell'imprenditore monegasco Aldo Bonaldi, che secondo la magistratura si era appropriato di contributi pubblici e finanziamenti privati per 70 milioni, in relazione alla realizzazione della centrale termoelettrica di Scandale. Anche Carchivi, all'epoca consulente di Bonaldi, fu associato a queste accuse e messo sotto indagine.

 

 

In fase preliminare il tribunale del Riesame di Catanzaro aveva escluso indizi di colpevolezza in relazione alla bancarotta, cosicché Carchivi decise di chiedere - l'unico tra gli imputati - il rito abbreviato, sicuro della sua innocenza Il primo verdetto arrivò nel novembre del 2017, quando il Gup di Crotone lo assolse con formula ampia dalla contestazione di associazione a delinquere, condannandolo però per la bancarotta fraudolenta, a tre anni di reclusione. Una sentenza successivamente rivista e riformata dalla Corte di Appello di Catanzaro, la quale riconoscendo l'estraneità di Carchivi dai fatti contestati, lo ha infine scagionato anche dall'accusa di bancarotta, per non aver commesso il fatto: lui in quella società fallita non aveva mai lavorato, né rivestito ruoli di alcun tipo, una linea difensiva sempre fermamente portata avanti dai difensori del professionista, gli avvocati Giovanni Staglianò e Alessandra Martuscelli.

 

 

“Dopo 10 anni, si è finalmente conclusa la mia travagliata vicenda processuale con una assoluzione con formula piena – è il commento di Carchivi - non posso, in questo momento, non ricordare coloro che hanno sempre creduto e sostenuto la mia innocenza, sia sotto il profilo umano che professionale. Sotto il profilo umano, mia moglie, mio figlio, i miei familiari, collaboratori e amici. Sotto l’aspetto professionale, non posso che ricordare e ringraziare il compianto avvocato Enzo Musco che, purtroppo, non ha potuto assistere a questo epilogo perché recentemente scomparso. Dopo tanta sofferenza, fatica e danno, non posso che concludere dicendo finalmente giustizia è stata fatta”.