Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Mps, Di Battista avverte: "Tenuta in vita per essere spolpata. Unicredit? Stop solo temporaneo"

Aldo Tani
  • a
  • a
  • a

Irriducibile, anticonformista, ma anche ciclico. Se dentro al Palazzo sembrava un cane in gabbia, una volta fuori, Alessandro Di Battista è ritornato se stesso. Nel bene e nel male. A una verve non piegata dall’esperienza parlamentare fa da contraltare un’ostinazione a riproporre gli slogan di un tempo. Così per l’ex leader pentastellato, Mario Draghi vale il Mario Monti del 2011. Figure demonizzate, perché esempi massimi del connubio tra politica e finanza. Ovvero quelle componenti che, intersecandosi, per il “Dibba” hanno affossato Banca Mps. Quindi, proprio ora che Rocca Salimbeni è al centro degli scenari nazionali, Siena diventa il palcoscenico perfetto per lanciare il tour “Su la testa!”. “C’è bisogno di risvegliare la coscienza del Paese – ha affermato Di Battista -. Siena in questo momento è il paradigma dell’Italia, perché le voci dissonanti stentano a uscire”. 

 

 

Un po’ come lui a liberarsi dal vestito che si è cucito addosso da oltre un decennio. L’ex grillino continua a vedere burattinai ovunque in un grande complotto ai danni del popolo. Che chiamato in causa risponde con gli applausi, perché individuare i nemici per aggregare le masse è sempre stata una specialità della casa. E al Santa Maria della Scala gli viene anche facile, con Rocca Salimbeni a un passo dall’oblio eterno. “Non mi è mancato il Palazzo ma la politica. Partendo da Siena voglio provare a creare un minimo di opposizione extraparlamentare che a oggi non c’è – ha spiegato l’ex parlamentare -. La Meloni fa finta di farla in Parlamento mentre all’esterno di Camera e Senato chiunque si opponga viene, anche da questo sistema mediatico, tacciato di fascismo e di squadrismo”. 

 

 

Un personaggio sempre fedele a se stesso, che però al momento delle proposte per Montepaschi si unisce al pensiero comune: “Ora è necessario prendere tempo”. Semmai a differenziarlo è il passo successivo: “Mps viene tenuto in vita per continuare a essere spolpato. La soluzione è una banca pubblica d’investimento, che dovrebbe avere particolare attenzione per l’economia green”. Sempre che ci sia spazio per altro, perché per l’ex deputato Unicredit è ancora una possibilità concreta. “Forse c’è stato uno stop temporaneo, con un accordo con l’Europa per dare più tempo all’Italia e risolvere la grana dopo l’elezione del presidente della Repubblica – ha sottolineato il “Dibba” –. Draghi ha forse timore oggi di avallare un'operazione che prevede un taglio di posti di lavoro in Mps. Condizione che creerebbe una delusione al Pd, e a Draghi servono i voti del Parlamento per andare al Quirinale. Forse vuole prendere tempo, sono manovre di palazzo, il conto lo pagano i cittadini e i risparmiatori”.