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Coronavirus, parla l'esperta: "Long Covid patologia dei prossimi 10 anni"

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"Il Long Covid sarà la patologia principale dei prossimi 10 anni", Parola di Cristina Lenzi, responsabile del centro prevenzione del Gruppo medico Performance, protagonista di un recente convegno sull'argomento che si è tenuto a Siena. Ancora se ne sa poco, salvo che abbraccia tutti i postumi del Coronavirus nelle persone che sono guarite.

 

 

"Lascia danni sia temporanei che cronici, anche di grave entità - spiega ancora. - Per tenerlo sotto controllo, ci sono varie terapie specifiche, a seconda delle forme in cui si manifesta. Liberiamo il campo dalla convinzione che le conseguenze siano solo di tipo respiratorio: io ho pazienti con le dermatiti, altri accusano infiammazioni dei nervi che rendono complicati i movimenti. Vedo veramente di tutto. La cosa più importante è fare diagnosi, infatti consiglio a tutti la risonanza cardiaca perché il sintomo comune è la stanchezza. Si riscontra anche nei giovanissimi. A supporto di questo ci sono i numeri: il 75% di chi ha avuto il virus, senza differenziare tra sintomatici o asintomatici, ha le cicatrici polmonari. E' una quantità immensa. Si riscontrano anche nella Tac di individui che stanno bene. E' chiaro che, se lesioni di questo tipo le intercetti all'inizio, non rimane alcun segno, ma se le trascuri, poi non si può agire in alcun modo per toglierle”.

 


Il fatto che il problema non riguardi solo gli adulti comporta vari aggiustamenti, specialmente in campo sportivo. "Per chi fa attività  agonistica non è più sufficiente l'attestato di idoneità rilasciato con la visita di inizio anno. A Siena queste certificazioni vengono già fatte con durate più brevi, di 3 o 6 mesi, perché tanti ragazzi hanno aritmie e necessitano di controlli più frequenti".