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Siena, Green pass "transitorio ma necessario" per Confindustria: "Possibili problemi per le piccole realtà"

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“Abbiamo parlato del tema del green pass nella nostra ultima giunta. Gli imprenditori sono pronti ad applicare le regole, vedremo se ci saranno dei problemi. Al momento comunque non ci sono grosse preoccupazioni”. Fabrizio Landi, presidente di Confindustria Siena, parla dell’introduzione, da oggi, della carta verde obbligatoria sul posto di lavoro. “Abbiamo affrontato la questione nell’ultima giunta, con una trentina di imprenditori, per avere un atteggiamento comune – dice ancora Landi. – Noi crediamo che sarà inevitabile arrivare anche ad una forma di obbligatorietà dei vaccini, come accade per i bambini su tante malattie. Confindustria nazionale su questi argomenti ha preso una posizione ferma e precisa. Non abbiamo particolari preoccupazioni su quello che avverrà nei prossimi giorni sui luoghi di lavoro. E’ chiaro invece che per piccole attività di 2-3 dipendenti la situazione possa essere differente. In quei casi basta anche solamente una singola situazione di non possesso del green pass per creare difficoltà ad un’attività. Riteniamo dunque che si debba affrontare il tema con una certa flessibilità, come si diceva una volta cum grano salis. Sperimentiamo quello che accade e poi potremo fare una valutazione precisa. Da utente e fruitore mi sembra di poter dire che l’applicazione del green pass in bar e ristoranti fino a questo momento ha avuto successo”.

 

 

 

Sul tema Confindustria Toscana sud è stata anche protagonista di una iniziativa realizzata in collaborazione con l’Asl Toscana sud est: il camper vaccinale, dopo avere fatto tappa davanti a varie scuole del territorio, ha effettuato visite anche davanti a più imprese del Senese. “Fin dall’inizio della pandemia - afferma il presidente di Confindustria Toscana Sud, Fabrizio Bernini - le aziende sono state rapidissime nell’adottare tutti i protocolli necessari per continuare la propria attività e con lo stesso spirito affronteranno la data di oggi, giorno in cui diventerà obbligatorio il possesso e l’esibizione del green pass nei luoghi di lavoro”. “Come Confindustria - aggiunge il presidente - consideriamo il green pass uno strumento transitorio e, allo stato attuale, la migliore garanzia per un ritorno alla normalità. Le imprese sono pronte e, pur consapevoli che potrebbero esserci difficoltà da affrontare, anche in quest’occasione avranno la capacità di risolverle”. “Resta il fatto - conclude Bernini - che questa prima fase di applicazione della normativa va considerata come una fase temporanea, nella consapevolezza che l’adozione dell’obbligo del green pass debba essere funzionale al raggiungimento degli obiettivi della campagna vaccinale”.

 


"Credo che ci sarà qualche giorno di rodaggio – dichiara Daniele Pracchia, direttore di Confcommercio Siena – ma non dovrebbero esserci particolari situazioni di difficoltà nel nostro territorio. A Siena stiamo assistendo ad una situazione che possiamo considerare più tranquilla rispetto ad altre realtà. Dalle verifiche che abbiamo effettuato tra i nostri associati ci pare di vedere che la stragrande maggioranza dei lavoratori sia in possesso del green pass”. Aggiunge Pracchia sulla misura in sé, voluta dal governo del premier Draghi: “Credo che sia uno strumento coerente come incentivo alla campagna vaccinale massiva che si è effettuata e che sta proseguendo. Il tutto, lo ricordiamo sempre, al fine di impedire la propagazione del virus. Il green pass è da tempo obbligatorio per accedere in bar e ristoranti, per entrare nei luoghi pubblici, ora lo sarà anche sul posto di lavoro. E’ una scelta quasi obbligata, non scordiamoci in quale situazione eravamo un anno di fa di questi tempi con grandi numeri di contagiati e con tante persone ricoverate in ospedale”.