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Siena, caso David Rossi: audizione fiume per Le Iene. L'attacco di Monteleone: “Allarmi rimasti inascoltati”

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Quello che succede a Las Vegas, rimane a Las Vegas. Lo devono aver pensato anche Marco Occhipinti e Antonino Monteleone, rispettivamente autore e inviato delle Iene, che hanno chiesto di secretare quasi tutta la loro audizione di fronte alla commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi. Un confronto durato più di cinque ore, del quale però sono emersi solo brandelli: peraltro già noti da tempo. I passaggi (pubblici) più interessanti hanno riguardato la figura di Lorenza Pieraccini, anello di congiunzione tra la gestione Giuseppe Mussari e quella targata Fabrizio Viola di Banca Mps. Nel corso dei servizi sul caso, i giornalisti hanno scoperto che la donna, nonostante fosse stato detto il contrario, non era mai stata sentita dai magistrati. La stessa era stata poi testimone dello scambio di mail tra Rossi e l’amministratore delegato, nelle quali il responsabile della comunicazione aveva annunciato l’intenzione di uccidersi. Pieraccini aveva confermato a Monteleone che quella missiva era stata letta e comunque lei l’aveva portata all’attenzione di Valentino Fanti, allora capo della segreteria, senza che fosse stata presa alcuna decisione in merito.

 

“Ma come, c’è un dirigente della prima linea che dice ‘stasera mi suicido, aiutatemi’, e non c’è una procedura interna - ha dichiarato il giornalista ai commissari - Non c’è un flusso di revisione tale da mettere qualcuno al fianco di Rossi? Gridi d’allarme inascoltati”. Nelle testimonianze si è parlato molto anche del ruolo del supertestimone che avrebbe partecipato ai presunti festini, dove sarebbero stati presenti alcune personalità di spicco della vita senese. Eventi tirati in ballo dall’ex sindaco Pierluigi Piccini in un incontro proprio con le Iene. Su questi fatti si era poi mossa la Procura di Genova per capire chi ci fosse in queste serate e se i magistrati autori della prima indagine, avessero subito pressioni per indirizzare il procedimento. L’inchiesta si era chiusa con l’archiviazione, non avendo ravvisato un comportamento fraudolento dei pubblici ministeri. Un altro elemento portato all’attenzione della commissione, è la mancanza dei controlli degli accessi in banca fino al giugno 2013, quindi tre mesi dopo la morte di Rossi. 

 

Il quadro si è poi abbuiato, ma il presidente Pierantonio Zanettin ha chiarito che nel complesso “l’audizione ha dato tanti spunti interessanti, che dovranno essere dettagliati’”. La prossima settimana il lavoro della commissione ripartirà da Piccini. Secondo il vicepresidente Migliorino, “se l’ex sindaco porterà alla nostra attenzione ulteriori elementi rispetto a quelli che ha comunicato in passato, si potrà cambiare il corso di una storia già scritta”. Nuove indicazioni poi potranno arrivare dalla perizie richieste dai commissari. Analisi disposte a 360°, tra le quali rientra la prova del manichino. Per il via libera definitivo da definire alcuni dettagli con i Ris.