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Siena, l'analisi del voto: Letta vince ma in città forbice di soli ottocento voti, pesa il caso Mps

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Vince Enrico Letta, resta in piedi il centrodestra. Dopo un mese di scorribande tra Siena e Arezzo, la campagna elettorale va in archivio. Non è stata indimenticabile per gli argomenti e soprattutto ha toccato poco gli elettori, che hanno risposto con un’affluenza bassa. Difficile fare un paragone con il 2018 (era un voto molto più corposo), ma il 35%, e la metà dei votanti, non è dato da mettere sul piedistallo. A dirlo in particolare i cittadini dei piccoli Comuni, perché a parte quelli al voto per le amministrative, solo a Siena e a Asciano si è superato il 40%. Non stupisce che il capoluogo abbia risposto discretamente, perché l’unico tema sviscerato in profondità è stato il caso Banca Mps. Tanto è che la forbice su Siena è di circa il 3% (poco meno di 800 voti). Molto minore dei dodici punti, e 8 mila preferenze di scarto, registrati a livello generale.

 

 

Se si prende in esame il risultato di cinque anni fa, Pier Carlo Padoan si impose su Claudio Borghi 36 a 32%. Quella volta un ruolo importante lo giocò anche il M5S, che con Leonardo Franci prese oltre il 22%. In questa occasione non c’è stato un terzo incomodo, perché le due coalizioni hanno fatto incetta di voti, lasciando agli altri le briciole. Frutto di strategie rivedibili, perché alcuni candidati a Siena, centro nevralgico della campagna, si sono appena visti. Altri hanno provato un’avventura in vista delle prossime tornate elettorali e se si deve individuare qualcuno che si è salvato, quello è Marco Rizzo. Il segretario del Partito Comunista ha fatto della sfida all’Europa una sua battaglia personale, preferendo colpire Letta piuttosto che l’esponente del centrodestra. Aver toccato quasi il 5% (con più di 3 mila voti) è un punto di partenza per guardare avanti. Soprattutto se messo a confronto con quanto fatto dal suo stesso partito cinque anni fa: Nicola Bettollini era andato poco oltre l’1%.

 


Raddoppia anche Potere al Popolo con Elena Golini, che sfiora il 3%. Non pervenuti o quasi gli altri tre concorrenti, che puntavano su temi di attualità, come vaccini, green pass e lotta all’Europa. Il migliore è l’ex consigliere comunale di Siena, Mauro Aurigi (Italexit), con l’1,73%, seguito da Angelina Rappuoli del Movimento nazionale italiano (1,48%) e infine Tommaso Agostino di 3Verità Libertà (1,40%). Per loro andrà meglio la prossima volta, sempre che qualcuno ne senta il bisogno.