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Bambino ucciso a Città della Pieve, sentito l'uomo che ospitava la mamma a Chiusi Scalo

La mamma del bambino ucciso con i carabinieri Foto: Belfiore

Patrizia Antolini
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Per poche ore la donna finita in carcere perché indagata di omicidio volontario aggravato del figlio di due anni era stata nel Senese.  Infatti un giorno prima della tragedia di Po’ Bandino, frazione di Città della Pieve, erano in casa di Carlo Alberto Rettori a Chiusi Scalo. Proprio nel borgo toscano la donna, secondo le prime ricostruzioni, aveva vissuto una decina di anni fa periodo nel quale aveva lavorato in un locale della zona come barista e ballerina. E tre giorni fa la donna è tornata lì con il figlioletto: ad ospitarla il suo vecchio datore di lavoro, l’ex proprietario del famoso Cavallino Bianco, un night club molto in voga tra anni Ottanta e Novanta.

 

 

L’uomo, in qualità di persona informata dei fatti, è stato già ascoltato dagli investigatori, i militari della compagnia dei carabinieri di Città della Pieve: da parte degli inquirenti nessuna contestazione per l’ormai anziano imprenditore che ha riferito quanto accaduto nelle ore precedenti al delitto, descrivendo la donna e le conversazioni avute con lei. 

 


La donna venerdì pomeriggio sarebbe partita proprio da Chiusi Scalo per dirigersi verso la zona commerciale di Po’ Bandino a piedi con il passeggino. Erano, quelle, le ultime ore del piccolo Alex. Perchè la quarantatreenne abbia deciso di andare a Chiusi è tutto da capire. Difficile comprendere, se non attraverso le testimonianze di quanti l’hanno incrociata in questi ultimi giorni, cosa possa essere passato nella mente della donna. E quali intenzioni cominciassero e prendere forma nella sua mente.