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Siena, il sottosegretario Molteni in visita: "Qui non si può non parlare di Palio"

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Per forza e per amore. Per chi vive Siena e la sua anima più vera, le Contrade, è un modo di dire che equivale a sentenza. E’ probabile che il sindaco Luigi De Mossi, incontrando il sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni, abbia usato una formula meno viscerale ma uguale nella sostanza, per affermare un concetto: nel 2022 il Palio va fatto. Non è mistero che il primo cittadino, uno che la Festa l’ha vissuta in prima persona, abbia masticato amaro non vedendo il tufo in piazza anche quest’anno. Costretto a rassegnarsi di fronte all’incedere della pandemia e, allo stesso tempo, contrario a stravolgere la manifestazione solo per il gusto di farla. Per questo, anche se di facciata teneva accesa una flebile speranza per lo Straordinario autunnale, ha puntato l’obiettivo nel 2022. Lo ha fatto capire prima alle istituzioni cittadine, che visto anche l’avvicendamento tra questori, devono ancora dare del tu al Palio. Poi, o più probabilmente nel mentre, date le correnti relazioni con un’ala governativa, ha diretto le sue mire su Roma. Tanto è inutile girarci intorno. Se, in epoca pre-covid, c’era un tacito consenso dei livelli più alti, adesso ogni passo è da concertare.

 

 

Quindi, l’opportunità di interfacciarsi con un emissario del ministero degli Interni, non poteva essere sprecata. E De Mossi ha gettato il cuore oltre l’ostacolo per far comprendere a Molteni quanto lo stop prolungato possa essere nocivo. Per essere più incisivo è partito da lontano, ripercorrendo un anno di tentativi per ridare a Siena la sua Festa. Un incalzare progressivo per trovare un compromesso, rimanendo sul solco della tradizione, per non andare oltre i due anni di digiuno. Potrebbe essere stato addirittura più perentorio, pur nel rispetto di un’emergenza che continua a causare morti e sofferenze. Il sottosegretario avrà preso nota e sebbene proveniente da una realtà molto lontana da Siena, sarà riuscito anche a percepire l’interesse del suo interlocutore, visitando l’esposizione permanente dei costumi comunali per la passeggiata storica. Un concentrato di quasi secoli di storia al punto che Molteni, uscendo da Palazzo Pubblico, ha esclamato: “Non si può venire a Siena e non parlare di Palio e naturalmente saranno scelte che riguarderanno l’amministrazione”. Fino a un certo punto, perché se il Comune è ente organizzatore, il via libera dipende anche da un’altra serie di soggetti.

 


De Mossi, incontrando a inizio agosto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, aveva chiesto la possibilità di stilare un protocollo. Sulla scorta di quello per l’accesso negli stadi o ai concerti, tenendo però presente le peculiarità della Festa. Un discorso forse rimasto a metà che il sindaco intende riprendere al più presto. E’ chiaro, non può bastare una visita spot per sbrogliare la matassa, ma quello che premeva ieri al primo cittadino, era far passare il concetto. Come testimoniano anche i manifesti affissi dalla Nobil Contrada dell’Aquila, il fuoco non cova più sotto la cenere. Un altro anno senza Palio non è nel menù.