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Mps, De Mossi: "Vanno valutate alternative a Unicredit"

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Alla fine il sindaco di Siena Luigi De Mossi ha anche mediato nel corso dell’infuocata riunione dei capigruppo che si è svolta ieri al Santa Maria della Scala. Il risultato è però arrivato, anche la Lega ha firmato, e si è giunti ad un documento unitario che va a rappresentare quello che è il pensiero della città e degli eletti dei vari schieramenti che siedono per l’appunto in consiglio comunale. “C’è stato qualche scambio di opinioni un po’ vibrante ma tutto nell’ambito della normale dialettica politica – ha commentato dopo la fine della riunione dei capigruppo il sindaco De Mossi. – Il documento ha richiesto un lungo lavoro, c’è stato un emendamento recente e ha richiesto di discuterne in maniera anche appassionata. Io credo che l’iniziativa che si è tenuta in piazza Salimbeni, questa mozione unitaria e l’unità di intenti con la Provincia, con la Regione e con la Fondazione Mps possano portare a valutare anche altre alternative rispetto a quella che ad oggi sembra essere l’unica valida e presente che è la trattativa con Unicredit”.

 


Sull’emendamento leghista De Mossi ha aggiunto che “abbiamo concordato di eliminare alcune parti che a mio modo di vedere non facevano chiarezza sull’obiettivo e sulla missione da parte della municipalità. Ma c’è sempre perfetta corrispondenza con la Lega su tutto. Abbiamo però voluto renderla più agile e più snella e ci pareva di dover fare una mozione più squisitamente propositiva”. “Siamo qui oggi perché siamo praticamente a fine corsa – ha detto ancora il primo cittadino. – Non vorrei che il 5 ottobre ci dicessero che ormai è già stato fatto tutto e che la decisione è già presa. Ecco perché continueremo ad operare per tenere il dossier ancora aperto sul tavolo”. Nel corso del suo intervento nell’assise cittadina De Mossi ha detto di auspicare che sia concesso più tempo per stabilire il futuro di Banca Mps: “Purtroppo sarà anche una battaglia veloce, i tempi dettati dall’Europa e dalla Bce non ci rassicurano – le sue parole. – Esistono tanti dossier in Europa, ma dobbiamo renderci conto che questo su Banca Mps non è secondario. Mi piange il cuore a dirlo ma questa è stata la terza banca italiana. Vista l’importanza di questo istituto, forse la Bce dovrebbe darci più tempo. Se qualcuno deve fare un piacere al Mef, alla città di Siena, alle istituzioni allora ce lo faccia davvero. A me fa paura quello che può succedere all’indotto del nostro territorio, non che Mps finisca in altre mani. Spero che il 5 ottobre non arrivino a dirci che i giochi sono già stati fatti”.

 


Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione Eugenio Giani. “Finora - commenta - mi sono trovato d’accordo con il sindaco di Siena nel difendere fino in fondo l’identità e la peculiarità toscana e senese del Monte dei Paschi e continuerò a farlo che ci siano le elezioni o meno. Considero un fatto positivo che la mozione ssia stata votata all’unanimità dal consiglio comunale, questo pone su basi chiare il lavoro che le istituzioni tutte, dal Comune alla Provincia alla Regione, in modo convergente, stanno mettendo in campo per la tutela dell’istituto, in modo che continui a garantire lavoro, identità e prospettive in nome di una storia che dal 1472 illustra la Toscana. La banca sta maturando risultati importanti, l’ultima semestrale ha 208 milioni di utile. Se lasciamo lavorare l’attuale amministratore delegato, visto il modo con cui sta procedendo il management, magari fra un paio d’anni ci troviamo davanti una realtà sana. Non dobbiamo agevolare nessuno perchè possa essere venduta”.