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Siena, Mps: anche il Cardinale Lojudice e due parlamentari al Consiglio straordinario sulla Banca

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Si arriva quindi al giorno del consiglio straordinario su Banca Monte dei Paschi di Siena con l’incognita della Lega. I consiglieri comunali del Carroccio devono ancora sciogliere la riserva relativamente alla loro firma sul documento che è stato preparato da Federico Minghi (Impegno civico), Alessandro Masi (Pd) e Maurizio Forzoni (Fratelli d’Italia). I leghisti si incontreranno questa mattina prima dell’inizio dell’assise cittadina (previsto per le ore 9 al Santa Maria della Scala) e decideranno il da farsi. Due le possibilità: firmeranno il documento, che in quel caso sarebbe quindi unitario e metterebbe insieme tutti i consiglieri e tutte le forze politiche presenti in consiglio, oppure presenteranno un emendamento al testo. “Dobbiamo valutare il da farsi – ha dichiarato ieri sera Paolo Salvini, capogruppo della Lega in consiglio comunale. – Quel testo potrebbe anche essere migliorato. Non si parla mai, ad esempio, di quelle che sono state le responsabilità del passato che hanno portato alla situazione attuale”. Al consiglio comunale straordinario prenderanno parte gli onorevoli Susanna Cenni e Luca Migliorino, il presidente della Provincia di Siena Silvio Franceschelli, il cardinale Augusto Paolo Lojudice e vari sindaci del territorio senese. 

 


I consiglieri del Carroccio si prendono quindi fino all’ultimo momento utile per decidere. Ieri comunque l’onorevole Guglielmo Picchi, commissario della Lega di Siena, ha diramato una nota certamente significativa: “Nel consiglio comunale di Siena – ha scritto – verrà forse fuori una mozione unitaria per dare mandato al sindaco De Mossi di interloquire con il governo Draghi per la tutela dell’occupazione, del marchio, della direzione generale a Siena di Banca Mps. Rimane un punto di fondo, ci sono gruppi consiliari e in particolare quello del Pd che sono stati i protagonisti del disastro di Mps e della crisi attuale. Il fronte comune istituzionale che dovrebbe essere compatto a sostegno di una soluzione che salvi Mps è in realtà già stato tradito dalla Fondazione Mps che ha avallato una transazione con la banca di cui non si conosce nulla. Il Pd cerca di annegare in una mozione unitaria le proprie colpe e responsabilità. Ma nessuno ci ridarà la banca che Letta e il Pd hanno distrutto”. Una posizione, questa, che non sembra andare nella direzione di una mozione unitaria. 

 


Gli altri consiglieri intanto attendono di conoscere la decisione degli esponenti del Carroccio. Anche quei consiglieri di maggioranza che hanno partecipato attivamente alla stesura del testo, come Minghi e Forzoni. Il documento presentato chiede che nella trattativa in corso con il ministero vengano rispettati quattro pilastri: “la salvaguardia dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del Monte dei Paschi di Siena, con misure comunque sostenibili; la continuità del marchio del Monte dei Paschi di Siena, che è il più antico marchio bancario del mondo, universalmente riconosciuto nel settore bancario internazionale, che è un unicum con la permanenza della direzione a Siena; una soluzione che salvaguardi un’autonomia utile ed un’integrità durevole della Banca, che ha sempre svolto un ruolo per il Paese, insieme alla difesa del complesso indotto di attività; la permanenza diretta di una presenza dello Stato per accompagnare l’evoluzione della Banca”. Nel testo si legge inoltre che il consiglio comunale impegna il sindaco “a rivolgere un nuovo e solenne appello al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi e a tutti gli altri dicasteri coinvolti per un incontro, chiedendo di esplorare tutte le possibili soluzioni con un passaggio in parlamento, valutando anche eventualmente l’ipotesi di rinviare l’operazione di privatizzazione fin quando la Banca e la comunità senese non saranno effettivamente tutelate”.