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Siena, il consiglio comunale monografico su Mps si farà il 28: "Superiamo le nostre divisioni"

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L’ipotesi circolava da tempo, ma attendeva solo i crismi dell’ufficialità. Il consiglio comunale monografico sulla delicata e importate questione del Monte dei paschi si terrà martedì 28 settembre. La convocazione è per le ore 9. “Dobbiamo rispondere a quella che potrebbe essere l’ultima chiamata” spiega Federico Minghi, capogruppo del gruppo consiliare Impegno civico Siena al momento di illustrare la mozione che ha presentato sulla situazione della banca che ha il suo cuore all’interno di Rocca Salimbeni. Nel testo da lui depositato si legge: “In questo periodo si svolgono le trattative per l’uscita dallo stato del capitale della banca Mps e a seconda di come si verificherà questo evento, le ricadute a spese della comunità senese potrebbero essere devastanti”. Considerato ciò, lo stesso Minghi ha chiesto al sindaco di rivolgere un appello al presidente del Consiglio dei ministri affinché favorisca “il mantenimento a Siena di una significativa direzione del nuovo istituto bancario che scaturirà dalle trattative in corso. La salvaguardia del posto di lavoro dei dipendenti della banca Mps. La continuità del marchio Monte dei Paschi di Siena, che è il più antico marchio bancario del mondo”.

 


Federico Minghi, da sempre in prima linea in questa vicenda, appena venuto a conoscenza della convocazione del consiglio straordinario monografico spiega: “Abbiamo una responsabilità verso i posteri, non possiamo lasciare niente di intentato. Dobbiamo combattere, anche solo per una volta, tutti insieme.Proprio per questo motivo, la mozione non è firmata da Impegno civico per Siena, per evitare che qualcuno possa pensare che sia una mossa politica. L’obiettivo è avere un documento unitario prima della data delle elezioni suppletive, che sono fissate per il 3 e 4 ottobre. Dopo tale termine, tutto sarebbe perfettamente inutile”. L’appello, da lanciare con forza, verrà, come detto, rivolto ai vertici dello Stato. “Non so se da Roma la politica ci ascolterà – dice Minghi – ma voglio che sui libri di storia, tra qualche anno, si possa leggere che il consiglio comunale di Siena le ha provate tutte per fare il bene della città”. 

 


Sulle possibili implicazioni politiche, il consigliere nutre pochi dubbi e va dritto al punto: “La volontà, secondo me, c’è ed è di tutte le parti in causa. Quello che posso dire è che sarebbe un errore enorme non tentare tutte le strade e di giocare tutte le carte a disposizione. Questo non è più il tempo delle analisi, quanto il momento di tutelare e salvare tutto ciò che è possibile salvare. Dopodiché, ognuno sarà libero di fare quello che più ritiene opportuno. Adesso, però, mettiamo da parte temi e questioni che ci possono dividere. Soprassediamo, in nome di un bene comune che è senz’altro superiore”. A questo proposito il sindaco, dopo aver indetto per martedì la seduta del consiglio, che si terrà nella sala del Capitano del popolo di Palazzo civico, ha ribadito di aver chiarito pubblicamente, fin dai primi giorni dello scorso agosto, la propria volontà di intraprendere questo tipo di percorso di partecipazione e di condivisione su una tematica così attuale e delicata per l’intera comunità senese, e non solo. Da allora, la macchina della politica locale si è messa in moto, e lunedì si è tenuta la conferenza dei capigruppo, nel corso della quale maggioranza e minoranza hanno trovato una convergenza di intenti e hanno incaricato lo stesso Minghi, Maurizio Forzoni (Fratelli d’Italia) e Alessandro Masi (Pd) di redigere il documento che aprirà la seduta e che conterrà le richieste ufficiali che la città intende formulare al consiglio dei ministri e al premier Mario Draghi.