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Caso David Rossi, Carolina Orlandi in commissione: “Ho creduto al suicidio, poi ho visto il video”

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Carolina Orlandi attendeva questo giorno forse più della commissione stessa. A causa di un primo rinvio ha dovuto aspettare qualche settimana, ma quando si è presentata davanti all’organismo che indaga sulla morte di David Rossi, faceva fatica a trattenere i ricordi. D’altronde, al di là del legame con il responsabile della comunicazione di Banca Mps, “un secondo padre per me”, è stata una delle prime persone a sapere del suo decesso. Il racconto della ragazza parte proprio da quella sera, il 6 marzo 2013. La corsa verso la sede di Montepaschi perché David non rispondeva al telefono, l’incontro con Giancarlo Filippone, segretario di Rossi, e il tragico evento:“Filippone mi disse ‘andiamo a vedere che ha fatto quello scemo (Orlandi ha chiarito che il senso era bonario, ndr)’. Poi lui entrò nell’ufficio di David, mentre mi fece accomodare nella stanza accanto. Dopo poco era fuori e mi raccontò che David si era buttato di sotto”. 

 

 


Gran parte della audizione ruota attorno ai protagonisti di quella serata: Massimo Riccucci, il portiere in servizio, sentito a Siena dalla commissione, Bernardo Mingrone, l’unico che ancora non è stato ascoltato, e Filippone appunto. Soprattutto su quest’ultimo, amico di lunga data di Rossi, i quesiti si susseguono. “All’inizio ha fatto da mediatore – ha evidenziato Orlandi -, poi è scomparso e non sono mai riuscita a spiegarmi il perché. Quando mi è capitato di incrociarlo, ho visto che cambiava strada”. Domande senza risposta anche sul comportamento di Riccucci: “Era l’unica persona che poteva salvargli la vita (Rossi prima della morte è rimasto agonizzante per circa mezz’ora ndr) e ancora oggi non capisco perché non l’ha fatto”. Otto anni dopo quei momenti non sono sbiaditi e la ragazza, interpellata su cosa sia successo, va dritta al punto: “David non si è ucciso e tra l’altro, visti i segni sul suo corpo, avrebbe scelto davvero un modo molto strano per suicidarsi”. 

 

 


Un pensiero che è cambiato nel tempo: “Fino a quando non ho visto il video della caduta, era convinta che si fosse ucciso. Poi con mia madre (Antonella Tognazzi, compagna di Rossi) e l’avvocato Luca Goracci abbiamo cercato di capirne di più e l’incongruenze, come quella dell’orologio che cade mezz’ora dopo, mi hanno aperto gli occhi. Per questo trovo ridicolo portare avanti la tesi del suicidio come unica verità”. Tanto da costringerla ad abbandonare le aule dei tribunali per la tv: “Le Ieri sono arrivate perché non mi sono sentita tutelata e soprattutto perché volevo che questa storia fosse conosciuta. Il mio obiettivo resta però che sia messo nero su bianco nelle sedi deputate che David non si è ucciso”.