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Mps, Bpm si sfila: niente operazione spezzatino con Unicredit. Venerdì lavoratori in piazza

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In attesa del consiglio comunale straordinario monografico sul Monte dei Paschi, che quasi sicuramente sarà convocato il 28 settembre (manca solo l’ufficialità della data), i lavoratori le lavoratrici si preparano a farsi sentire, tra due giorni, in un luogo simbolo come piazza Salimbeni, davanti alla secolare Rocca. Nel frattempo altrove, nei luoghi dell’alta finanza, il nome Mps continua a tenere banco.

 

 

Ne sa qualcosa Bper, che lunedì ha avuto un crollo di oltre il 5% in borsa e martedì 21 settembre, dopo le indiscrezioni che la vorrebbero interessata ad alcuni sportelli dell’istituto senese, in recupero con un +1,3%. E sempre a proposito di rumors, l’amministratore delegato Giuseppe Castagna di Bpm, in un’intervista, ha smentito l’ipotesi di affiancare Unicredit nell’operazione spezzatino. “Mps? Sinceramente no - ha detto. - Veniamo da un’operazione complicata come la fusione con il Banco di Verona e il terzo polo non è un’ossessione. Banco Bpm è in salute. Balliamo anche da soli. Ci siamo guardati attorno, abbiamo parlato con diversi interlocutori, ma in questo momento non sembrano esserci i presupposti per avviare un percorso di consolidamento". La spiegazione è semplice: “Evidentemente non ci sono ancora le condizioni. Inoltre, sono cambiati gli amministratori delegati di due delle principali banche coinvolte nel possibile riassetto del credito, con Andrea Orcel, che ha preso il posto di Jean-Pierre Mustier come ad di Unicredit, e Piero Montani, che ha sostituito Alessandro Vandelli al timone di Bper", ha spiegato Castagna.

 

 

L'ad ha quindi proseguito: "A questo punto ci siamo decisi a presentare al mercato, lo faremo entro novembre, un piano stand alone che possa esprime da qui al 2024 il vero potenziale della nostra banca. Siamo più forti di prima: i nostri Npl sono al 5,2%, abbiamo tagliato costi e filiali, abbracciando convinti le possibilità del digitale. Siamo in grado di camminare in autonomia e il mercato lo ha capito”. Intanto mancano due giorni alla manifestazione nazionale in programma venerdì 24 settembre per dire no allo spezzatino. L’iniziativa si svolgerà in quattro città italiane: a Siena in piazza Salimbeni, a Milano, a Roma e a Bari