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Scontro sull'eredità dei fratelli Nannini, riprende la causa: Guido contro Gianna e Alessandro

Claudio Coli
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Riprenderà mercoledì 15 settembre alle 11, al polo civile del tribunale di Siena, la causa legale intentata da Guido Nannini contro la sorella rocker Gianna e il fratello Alessandro, che ha come oggetto l'eredità della mamma Giovanna, scomparsa nel 2004, moglie del grande Danilo Nannini, industriale già presidente per 18 anni del Siena Calcio e Priore vittorioso della Contrada della Civetta. Dopo il rinvio disposto lo scorso aprile, si tornerà davanti al giudice Clara Ciofetti per l'ascolto di alcuni testimoni.

 

 

La “guerra” dei fratelli Nannini, eredi del marchio dolciario più famoso di Siena in Italia e nel mondo, nasce dalle contestazioni mosse dal fratello maggiore Guido, 70 anni, che, assistito dall'avvocato Valerio Vallefuoco di Roma, reputa alterata la sua quota di legittima. Questo in quanto, la madre, in vita, avrebbe donato a Gianna la Certosa di Belriguardo, splendida proprietà immersa nelle colline intorno a Siena risalente al Duecento, dove si produce del rinomato vino. La richiesta che viene avanzata da Guido Nannini è che sulla base di questa donazione venga elaborata una nuova stima e una ricostruzione dell'asse ereditario, per riequilibrare la sua porzione di legittima. Un'istanza che però viene rifiutata dalla difesa di Gianna, assunta dall'avvocato Antonella Rizzi del foro di Milano, e anche dall'avvocato Fabio Pisillo, del foro di Siena, che difende invece l'altro fratello, Alessandro, anch'esso citato nel procedimento. Secondo le accuse di Guido, la madre Giovanna avrebbe fatto anche all'ex pilota di Formula Uno delle donazioni in denaro.

 

 

Una circostanza negata da Alessandro, che rivendica di aver contribuito al mantenimento della madre stessa. Guido Nannini, imprenditore e scrittore in passato nel campo della moda con Fiorucci a Milano e Gucci a Firenze, vive tra Siena, Lucca e la Francia. Nel corso degli anni non ha mai nascosto i suoi rapporti difficili e i dissapori con il padre e soprattutto i fratelli, che a suo dire lo avrebbero escluso dalla vita dell'azienda di famiglia. “Mi sento tradito” ha più volte affermato. Nel 2019 ha pubblicato un libro, dal titolo “Guido Nannini. In Brasile invece di uccidere” ispirato alla sua storia personale.