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Caso David Rossi, Commissione d'inchiesta a Siena per due giorni di audizioni

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Carolina Orlandi oggi non comparirà davanti alla commissione parlamentare che è in trasferta a Siena per proseguire nel lavoro di indagine sulla morte di David Rossi. Impegni professionali ne impediscono la presenza, ma sarà ascoltata a Roma in una data ancora da stabilire. Nonostante l’assenza, in queste settimane di attività si è fatta più di un’idea su ciò che sta accadendo. Un giudizio in chiaroscuro, nella speranza comunque che qualcosa si smuova. “In questi anni ho sempre dato fiducia, fino a prova contraria, a chi cercava di fare luce sulla vicenda – racconta la ragazza, figlia di Antonella Tognazzi, compagna di Rossi - Devo dire che sono rimasta sempre delusa per un motivo o per un altro. Quindi, posso solo augurarmi che questa volta sia differente”. A otto anni di distanza da quella sera del 6 marzo 2013, in cui il capo della comunicazione di Banca Mps perse la vita in circostanze mai del tutto chiarite, l’azione dell’organismo guidato da Pierantonio Zanettin, sa di ultimo treno.

 

 

Due inchieste sono già state archiviate con uno stesso finale: per i giudici la morte di Rossi è dovuta a un gesto suicida. Una tesi che ha trovato da sempre tanti detrattori fino ad arrivare allo scacco in avanti del Parlamento. “Vedere che a muoversi è la politica, a tanti anni di distanza, la dice lunga sul fatto che le cose non siano state fatte bene da chi aveva il compito di indagare – afferma Carolina Orlandi - Quindi, appoggio l’iniziativa della commissione di venire a Siena per rendersi conto in maniera più approfondita anche degli ambienti. Tutto quello che può essere fatto, va tentato”. 
In questa chiave, oltre alla visita, assumono rilevanza quindi le audizioni: quelle senesi, ma non solo. La volontà, per lo meno secondo alcuni rappresentanti della commissione, è di sentire “nomi pesanti”, una volta ripresi i lavori parlamentari e terminati i faccia faccia già fissati con vari giornalisti: come quelli delle Iene e di Quarto Grado. Quindi, l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’ex ad Fabrizio Viola e anche i due pubblici ministeri che hanno avuto un peso nella prima indagine: Aldo Natalini e Nicola Marini. Per quanto riguarda il programma odierno, la prima giornata di incontri sarà riservata ai familiari: la compagna e il fratello Ranieri. Saranno preceduti da un’ispezione nella sede, che dovrebbe durare circa tre ore. Domani saranno invece sentiti i collaboratori di Rossi, come Lorenza Bondi, e persone che erano nella sede di Montepaschi la sera in cui Rossi è morto, come Giancarlo Filippone e il portiere, Massimo Riccucci. All’appello mancherà Bernardo Mingrone, che come Orlandi, sarà ascoltato a Roma. 

 

 


In queste settimane intanto sono sfilati davanti alla commissione già diverse figure, che hanno avuto un ruolo nella vicenda. In particolare, alcuni magistrati, come Salvatore Vitello, procuratore capo di Siena, e Vittorio Ranieri Miniati, procuratore aggiunto a Genova, dove è stata archiviata l’indagine sui presunti festini. “Sinceramente sono rimasta colpita dalle loro dichiarazioni – afferma Orlandi - Hanno proseguito a lasciare avvolti nel buio una serie di episodi con omissioni e risposte poco chiare. Mi è dispiaciuto vedere anche che su alcune risposte non c’è stato un contraddittorio sufficiente”. Un passaggio che la ragazza ha voluto poi approfondire: “Non c’è alcuna pregiudiziale verso il loro lavoro, perché alcuni hanno dimostrato una caparbietà notevole per arrivare in fondo fino a portare la commissione in aula. Però, dopo tante delusioni, è sempre più difficile credere che questa sia la volta buona. Spero che ci possano essere dei passi avanti”. Sempre meglio tardi che mai.