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Caso David Rossi, il fratello: "La commissione parta dalle prove, lasci perdere festini e questioni finanziarie"

Carlo Pellegrino
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Il lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso David Rossi è a un bivio. I due giorni di audizioni a Siena, mercoledì e giovedì, sono un cruciale spartiacque nelle indagini che dovranno far luce sulla vicenda del manager di Mps, morto il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio. Lo sa bene anche Ranieri Rossi, il fratello di David, che attende pazientemente il suo turno. “Sarò ascoltato mercoledì alle 19,30 in Prefettura – afferma – l’orario che la commissione ha scelto mi fa pensare che non avranno molte domande da farmi, ma spero che il mio contributo possa essere utile alle indagini”.

 

 

Per tutta la famiglia la commissione parlamentare d’inchiesta è l’ultima possibilità: al lavoro dei deputati si aggrappano le speranze. “Quando sento dire che non crediamo al suicidio non sono d’accordo – osserva Ranieri Rossi – io dico che non si è arrivati ancora alla verità e non sono stati fatti tutti gli sforzi necessari per raggiungerla. Quando questo sarà successo allora accetterò ciò che verrà stabilito. Cosa mi aspetto? Dopo otto anni non possiamo pensare di trovare la pistola fumante, né che qualcuno si presenti e ci racconti cosa è accaduto davvero. I fatti, partiamo dai fatti”.

 

 

Per Ranieri Rossi l’approccio della commissione parlamentare d’inchiesta alla vicenda sarà fondamentale. “Sappiamo che questo organismo ha poteri importanti, pari a quelli della magistratura – ricorda – è abbastanza chiaro che i giudici fin dall’inizio hanno seguito un certo filone. Ecco, mi auguro che la commissione si concentri su un lavoro diverso, batta altre piste”. Con una speranza: “Sarebbe importante – sottolinea il fratello del manager Mps lasciar perdere argomenti come festini o questioni finanziarie, che al più potrebbero essere dei moventi. Le prove: analizziamo bene le foto, le testimonianze e i verbali. Da qui verrà tutto di conseguenza”.
Secondo Rossi la commissione non dovrà perdersi dietro “voci di corridoio”. “L’auspicio è che le audizioni si concentrino sulle persone giuste – dice – parlare con troppi sarebbe controproducente. Quando sarà il mio turno risponderò alle domande e mi permetterò di consigliare di ascoltare qualcuno. Soggetti che magari hanno scritto poco ma che ne sanno più di altri”. 

 

 

Ranieri Rossi ha seguito con attenzione il lavoro della commissione fin dal suo insediamento. “Vedo persone come Walter Rizzetto che oltre a essersi impegnato molto per arrivare a questa istituzione – spiega – ha grande passione. E’ affiancato da colleghi che stanno lavorando bene. Altri vanno un po’ a traino ma credo sia normale, succede in ogni ufficio. Speriamo che venga seguita la linea giusta. Certamente questi due giorni a Siena sono un passaggio fondamentale ed è normale che tutti i familiari vengano ascoltati”. “Se sono ottimista? – conclude Ranieri Rossi – glielo saprò dire dopo la mia audizione”.