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Siena, passi in avanti nel "caso" Istituto Franci: il Comune sceglie l'ex presidente Brugi per il Cda

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Passi in avanti verso l'auspicata risoluzione del caso "Rinaldo Franci", che vede opposti l'istituto musicale d'eccellenza senese e l'amministrazione comunale della città del Palio, a seguito della delibera votata in Consiglio per lo "sfratto" dai locali in Sant'Agostino. Il primo cittadino di Siena, Luigi De Mossi, tramite decreto sindacale del 2 settembre ha ufficialmente designato come membro di espressione comunale per il cda l'ex presidente del Franci, la professoressa Miranda Brugi, che subentra alla dimissionaria Anthea Vigni. Non un nome qualsiasi quello della Brugi, ma una nomina fiduciaria di assoluto peso e sostanza: diventata presidente nel 2018 proprio al posto della attuale numero uno dell'istituto Anna Carli (già presidente per due mandati), non è stata, a sorpresa, riconfermata a giugno alla scadenza del mandato triennale, e nemmeno considerata idonea per la terna di soggetti proposta dal Consiglio accademico al ministero. La Brugi, classe 1947, ha alle spalle un ricco curriculum che l'ha portata, viste le sue competenze, ad assumere incarichi di alta formazione per scuole pubbliche e private. 

 

 

L'amministrazione, che ne ha apprezzato il lavoro, non ha mai digerito questa inattesa sostituzione per via ministeriale - probabilmente il casus belli della successiva delibera di sfratto - tanto che si è arrivati a parlare di "inaccettabili giochi di potere". "È stata evidente la strategia di escludere il Comune da tutte le decisioni sull’istituto Rinaldo Franci con una condotta lesiva e perfino offensiva - ebbe a dire De Mossi - che rischia di interrompere il processo di statizzazione avviato anche grazie al concreto e fondamentale contributo dell’amministrazione comunale. Non ci scordiamo - la rivendicazione - che proprio con Miranda Brugi si è rafforzato negli ultimi anni il volto internazionale dell’Istituto Franci". La scelta del sindaco di cooptare la Brugi potrebbe dunque avere un impatto e un significato forte nell'ambito della "trattativa" in corso proprio tra il Comune e l'istituto per addivenire a un accordo che metta fine alle ostilità e dia le dovute sicurezze a studenti, docenti, tutelando il futuro dell'alta formazione del conservatorio. Contatti tra le parti che vengono confermati anche dal Franci.

 

 

"Il dialogo tra l’Istituto Rinaldo Franci e il Comune di Siena - si fa sapere - prosegue", e che al momento appaiono necessari visto che il presidente della III sezione del TAR della Toscana, accogliendo l’istanza presentata dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto Franci, ha concesso la sospensione degli effetti della delibera del Consiglio comunale riguardante la revoca dei locali dell’istituto. Una prima "vittoria" nella partita a scacchi tra le parti, e che permette di guadagnare prezioso tempo, con la sospensione che ha effetto fino al 21 settembre, giorno in cui l’istanza dovrà essere trattata in Camera di consiglio. "Il pronunciamento del TAR - tiene a precisare comunque il Franci - non rappresenta infatti una chiusura da parte dell’Istituto nei confronti del Comune, ma l’esito di atto di tutela dovuto dei diritti e degli interessi del Conservatorio".