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Siena, Mps-Unicredit: compromesso sul marchio. L'ad Orcel sarà sentito in Commissione d'inchiesta banche

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La partita appare ormai quasi chiusa. Si tratterebbe solo di definire la spartizione delle piccole società controllate, in particolare Mps Capital Service e il Consorzio informatico. Per il resto, Unicredit prenderebbe tutta la rete delle filiali, con eccezione dei 150 sportelli che vanno a Mediocredito Centrale, e si troverà un compromesso sul marchio Monte dei Paschi che alla fine potrebbe quindi prendere proprio Unicredit, per continuare a usarlo “a tempo” solo su Siena o forse tutta la Toscana. Sono le ultime indiscrezioni messe in fila in vista della scadenza della due diligence che, ufficialmente, dovrebbe terminare a metà della prossima settimana. I tempi prevedevano il completamento dell’attività di verifica sui dati e i documenti di Monte dei Paschi tra il 7 e l’8 settembre prossimo. Ma la data dell’annuncio di chiusura non potrà non risentire della questione elettorale e politica, intersecata a doppio mandato con il voto delle suppletive di Siena con in lizza il candidato, e segretario nazionale del Pd, Enrico Letta.

 

 

Da qui il rincorrersi, da giorni, di ipotesi di un possibile e “calcolato” rinvio della decisione finale di Unicredit, che potrebbe essere comunicata non prima della data del 3 e 4 ottobre. Tanto che, anche lo sciopero proclamato dalle Segreterie di Coordinamento di Banca Monte dei Paschi Siena (Fabi, First Cisl, Cgil Fisac, Uilca e Unisin) potrebbe non essere confermato. In mezzo ci sono da svolgere ancora le assemblee territoriali per tastare gli umori del personale dal basso; ma anche la posizione più super partes delle sigle sindacali nazionali, che potrebbe frenare la protesta. Intanto, sempre sul fronte trattativa, il nodo marchio potrebbe uscire fuori dall’impasse apparente di queste settimane con un compromesso che vedrebbe Unicredit acquisirlo per sé, ma utilizzarlo solo per un determinato periodo di tempo, come co-branding in sinergia con quello della banca “madre” milanese. Un po’ come è stato fatto del resto dal Gruppo di Piazza Gae Aulenti al momento delle acquisizioni di Banca di Roma e Banco di Sicilia.

 

 

Un marchio, che per Unicredit - che guarda come ovvio al complesso dell’operazione - rappresenterebbe piuttosto un “disvalore” dopo le vicissitudini che hanno colpito la banca senese negli ultimi anni. Infine, la settimana entrante potrebbe essere anche quella della audizione di Andrea Orcel in Commissione d’inchiesta. La commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, presieduta da Carla Ruocco, esponente di M5s, e che vede alla vicepresidenza l’aretino Felice Maurizio D’Ettore, di Coraggio Italia, già ad inizio agosto aveva preannunciato di voler chiamare in audizione - dopo la pause delle ferie estive - l’ad di Unicredit, che proprio qualche giorno prima di quei giorni lì - il 29 luglio - aveva siglato la lettera di intenti di esclusiva con il Mef per accedere alla data room della banca di Siena. Passato agosto, la data dell’audizione potrebbe essere già la prossima settimana. Massimo slittare a quella successiva.