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Caso David Rossi: Commissione d'inchiesta a Siena per ascoltare ex colleghi e parenti del manager

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Una sera da ricostruire e punti interrogativi da cancellare. Mercoledì prossimo la commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi sarà a Siena per due giorni di audizioni e sopralluoghi. Saranno ascoltati molti dei protagonisti che erano presenti nella sede della banca il 6 marzo 2013: l’ultima in vita del responsabile della comunicazione di Rocca Salimbeni. “Vogliamo vedere i luoghi e le persone che possono aggiungere qualcosa al nostro lavoro - ha affermato il presidente Pierantonio Zanettin -. Ci sono tanti punti da chiarire e spero che da chi sarà ascoltato, possono giungere nuovi elementi”. I confronti si svolgeranno negli uffici della Prefettura e la prima giornata sarà dedicata ai familiari di Rossi. Si inizia nel pomeriggio con la supervisione di tre ore nella sede dell’istituto di credito, in piazza Salimbeni, e poi si passa all’ascolto: prima la moglie, Antonella Tognazzi, poi la figlia della donna, Carolina Orlandi, e infine il fratello di David, Ranieri Rossi. Tutte figure che hanno vissuto in prima persona quei momenti.

 

 


Il giorno successivo l’attenzione sarà rivolta ai collaboratori di Rossi o comunque persone a lavoro in banca in quelle ore. Come Lorenza Bondi, componente dello staff comunicazione, Bernardo Mingrone e Giancarlo Filippone. Questi ultimi due testimoni oculari degli istanti successivi alla caduta di Rossi dal suo ufficio, nonché ripresi dai video delle telecamere di sorveglianza una volta scesi in strada per appurarsi dell’accaduto. A completare il ciclo di incontri sarà Massimo Riccucci, portiere in servizio quella sera. “Ognuno di loro è un elemento prezioso per ricostruire quanto è successo - ha sottolineato Luca Migliorino, vicepresidente della commissione d’inchiesta -. Il punto però a mio avviso non è ripetere quanto fatto dalla magistratura ordinaria. Ci sono già state due inchieste, che si sono chiuse con l’archiviazione, ma hanno lasciato la sensazione di un lavoro sommario. Ecco, il nostro compito è spingersi oltre. Capire se ci sono stati errori nelle indagini e perché sono stati fatti. Allo stesso tempo, chi era a lavoro quella sera, dovrà chiarire alcuni aspetti che si sono rivelati contraddittori nelle dichiarazioni rese da loro stessi ai magistrati”. La tappa senese sarà il primo tassello nel nuovo calendario di lavori dopo la pausa estiva. “Riprenderemo dai giornalisti che non sono stati ascoltati, come quelli delle Iene o Quarto grado o Raffaele Ascheri (le audizioni dovrebbero ripartire dal blogger, ndr)”, ha spiegato Zanettin.

 

 

 

Se da un lato non è facile farsi strada a più di otto anni di distanza dalla morte di Rossi, dall’altro, la commissione ha il tempo dalla sua. A meno di una caduta improvvisa del Governo, che quindi a questo punto significherebbe in automatico il voto, la sua azione può andare avanti fino al termine della legislatura, ovvero ai primi mesi del 2023. Senza dimenticare che come organismo ha gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria. Con tempo e possibilità di agire, la partita si gioca soprattutto nelle testimonianze. Che dovrebbero prevedere la chiamata di “pezzi da novanta”, come l'ex presidente Giuseppe Mussari e l’ex ad Fabrizio Viola. Per non parlare dei magistrati che condussero la prima indagine, Aldo Natalini e Nicola Marini. “La mia volontà, ma anche quella degli altri, è di ascoltare assolutamente tutte queste persone - ha commentato Migliorino -. Prima però era necessario avere un quadro della situazione sulle vicende più recenti. Per questo motivo abbiamo sentito altri protagonisti”.