Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Quarantena a Chianciano per i rifugiati Afghani. In tutta la Toscana saranno 200 gli arrivi

  • a
  • a
  • a

Arrivano i rifugiati afghani nella cittadina termale. Al momento non sono ancora chiari i numeri e soprattutto i tempi, ma l’annuncio è stato fatto ieri mattina dal presidente Eugenio Giani, come riportato in una nota della Regione. Tre le strutture individuate per accogliere 200 dei tanti civili afghani collaboratori della missione di pace italiana che hanno chiesto di venire in Italia perché la situazione in Afghanistan per loro si è fatta troppo pericolosa. Si tratta in sostanza di guide, interpreti che trascorreranno negli alberghi sanitari individuati dalla Regione (oltre alla struttura di Chianciano, anche altre a Firenze e Montecatini) un periodo di quarantena e poi avranno una destinazione successiva. Una fase transitoria dunque per passare poi a situazioni in cui verrà loro garantita la massima tutela. Giani ieri mattina ha avuto un confronto in Regione con gli assessori regionali, il Prefetto di Firenze e altri rappresentanti del Governo collegati in videoconferenza oltre a esponenti dell’Unione province toscane e di Anci Toscana. “Siamo in grado di offrire la migliore immagine della Toscana - ha detto -. Chiediamo al Governo che amplii la disponibilità in Toscana dei posti nel Sai, il programma che già vede la presenza controllata nella nostra regione di oltre 1500 profughi provenienti dalle zone a rischio di molti Paesi”. 

 

 

“Abbiamo già individuato circa 150 posti nelle strutture sanitarie, stiamo lavorando per trovare gli altri 50 - ha aggiunto l’assessore alla protezione civile Monia Monni - e il nostro sistema regionale di Protezione civile fornirà tutto il supporto necessario, in attesa che poi della distribuzione e dell’ospitalità si occupino i Comuni”. Ma fino a ieri sera alle 18 era ancora un mistero su quanti effettivamente e quando arriveranno i colloboratori afghani destinati alla provincia senese. A Chianciano Terme infatti c’è un albergo sanitario dove al momento si trovano delle persone che, positive, ma non da ospedalizzazione, ricevono l’assistenza adeguata. “Non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali finora - spiega l’assessore Damiano Rocchi -. Qui c’è una struttura che è stata riattivata. Non sappiamo neppure i numeri: dubito che possano essere più di una trentina. Una parte della struttura infatti dovrà essere comunque riservata a persone del territorio”.

 

 

 

Quando e quanti dunque almeno fino a ieri pomeriggio erano elementi ancora non chiarissimi. Si sa invece che molte famiglie hanno dato la propria disponibilità ad accogliere i 112 profughi già arrivati in Italia e per i quali la destinazione in Toscana potrebbe essere definitiva. Per quanto riguarda la sicurezza e il monitoraggio costante, viene spiegato che non si tratta di situazioni durature ma di un periodo di quarantena che i 200 afghani in arrivo dovranno rascorrere in una struttura “protetta” secondo i percorsi e le modalità organizzative della Asl prima di essere ricollocati in altre situazioni. Quanto alla sicurezza viene spiegato che verranno attivati dispositivi già sperimentati in precedenti situazioni. E che si provvederà attraverso a tavoli tecnici a procedere per fornire le risposte adeguate a questa emergenza.