Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Palio di Siena, adesso la speranza è uno Straordinario in primavera

Carlo Pellegrino
  • a
  • a
  • a

Il Palio Straordinario adesso non si può fare, ormai è chiaro. L’ufficialità arriverà nei prossimi giorni, lo ha ribadito anche il sindaco Luigi De Mossi durante la consegna del Mangia d’Oro: “Siamo appesi a tante cose ma la strada è molto in salita, difficilissima”. Quantomeno improbabile che nel giro di pochi giorni tutti i pezzi del puzzle vadano al loro posto, molto più realistico pensare che nell’interlocuzione costante con la prefettura, la questura e il Governo, il primo cittadino provi e riesca a strappare qualcos’altro. Cosa? L’ultima idea è quello di uno Straordinario in primavera.

 

 


“Non mi piace portare in giro le speranze soprattutto dei più giovani – ha osservato lucidamente il sindaco - che legittimamente hanno diritto di godere quello che hanno goduto tutte le precedenti generazioni. Lo stop di due anni è veramente innaturale per tutti noi”. Parole che se da un lato sanno di resa per lo Straordinario in autunno, dall’altro fanno pensare che il sindaco farà di tutto per regalare qualcosa alla città. Non è l’unico segnale. Il rettore del magistrato delle contrade, Claudio Rossi, era stato chiaro già giovedì scorso, dopo l’incontro con i priori: “Stiamo lavorando in ottica 2022”. 
Il silenzio in Piazza Del Campo dopo due anni senza Palio è assordante. Ieri lo ha ascoltato anche Eugenio Giani: “Il 16 agosto a Siena è tradizionalmente il giorno del Palio – ha scritto il presidente della Regione su Facebook - Quest’anno la lotta al Covid non lo permette, ma dal prossimo anno speriamo di poter tornare presto a correrlo”.
Partendo dalla certezza che nella prossima estate la pandemia ci sarà ancora, la voglia di festa è così grande che ormai tutti sono disposti ad adeguarsi, anche a costo di rinunciare a una parte (quanto grande si vedrà) della tradizione. D’altra parte il Palio ha già dovuto e saputo adattarsi al cambiamento: dalle camicie intorno agli steccati ai materassi stile Formula Uno a San Martino, fino allo zucchino omologato. Se lo è stato in passato per la sicurezza dei fantini, lo può essere oggi per quella pubblica. A patto, ovviamente, di non snaturare una festa di popolo, che del popolo deve rimanere. Proprio su questo si gioca la partita del sindaco De Mossi con le autorità, un sottile filo che unisce il bisogno di Palio, il rispetto delle tradizioni e l’incolumità pubblica, che per un amministratore deve venire prima di tutto. 

 

 


Certamente per un Palio d’autunno i tempi sono strettissimi. Già oggi la deadline per il 25 settembre sarebbe superata, con le elezioni il 3 ottobre si potrebbe ragionare di Palio dal weekend successivo. Ma con tanti passaggi necessari prima di dare il via libera a una carriera è improbabile trovare una quadratura in autunno, anche se dal Governo giungesse un via libera a condizioni accettabili per le contrade. Una partita, quella sull’asse Siena-Roma, che potrebbe durare settimane o mesi per arrivare a definire un protocollo il più possibile sicuro e accettabile dalle contrade. Da qui l’idea: la macchina è partita, perché non metterla in funzione già in primavera? Sarebbe un risultato importante strappato alle istituzioni e quel regalo che il primo cittadino vuole fare a Siena, soprattutto ai più giovani. Un compromesso accettabile anche per chi è chiamato a dare un’autorizzazione: mesi per organizzare tutto nei minimi dettagli auspicando che la situazione pandemica, ad aprile o maggio, non sia tornata drammatica. Altrimenti, malauguratamente, ci sarebbero altri problemi a cui pensare rispetto al Palio che non si può fare.