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Siena, 104 operatori sanitari Asl ancora non vaccinati. UItimi giorni per mettersi in regola, poi i provvedimenti

Carlo Pellegrino
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Ci sono 104 dipendenti della Asl Toscana Sud Est che risiedono a Siena ancora non vaccinati e che adesso rischiano un provvedimento. I dati sono della stessa azienda sanitaria: si tratta di nove medici (od odontoiatri), sette dei quali della Zona Senese e due dell’Alta Valdelsa; 56 infermieri (od ostetriche), 40 della Zona Senese, quattro dell’Alta Valdelsa e 12 della Valdidichiana-Amiata-Valdorcia; infine 39 operatori sanitari, 12 della Zona Senese, sei dell’Alta Valdelsa e 21 della Valdidichiana-Amiata-Valdorcia. Dopo un primo invito alla vaccinazione, in questi giorni l’azienda sta inviando una seconda lettera: in caso di ulteriori rifiuti partirebbe la comunicazione del direttore generale per i necessari provvedimenti, previsti dalla legge.

 


Elena De Sanctis, direttore ufficio igiene della Asl ad Arezzo, che si occupa anche di Siena e Grosseto, analizza la situazione: “Intanto occorre precisare che nella lista ci sono anche le persone che hanno diritto a un’esenzione temporanea o definitiva per motivi vari – spiega - dalla gravidanza, a patologie o a controindicazioni alla vaccinazione. E’ vero: resta poi un piccolo zoccolo duro, come in ogni ambiente, di dipendenti che non vogliono vaccinarsi. Bisogna anche dire che a seguito delle prime lettere partite dopo aver analizzato gli elenchi che ci ha inviato la Regione Toscana, la maggior parte di chi ancora non l’aveva fatto si è vaccinato o ha prenotato. Altri dipendenti hanno invece inviato delle motivazioni, alcune sono accoglibili e altre meno. Dopo questa ulteriore scrematura rimarrà un numero ancora più piccolo”.
Il lavoro della Asl Toscana Sud Est, ovviamente, non si ferma: “Proprio in questi giorni abbiamo iniziato a spedire i secondi inviti formali, con una data ultima per adempiere all’obbligo – osserva la dottoressa De Sanctis - Chi non ottempera neppure adesso riceverà una comunicazione ufficiale di non adempienza dal datore di lavoro. Quindi dal direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est (i dati del servizio si riferiscono solo alla Asl) o dell’Aou Senese per quanto riguarda le Scotte, oppure dagli ordini professionali e dagli altri datori di lavoro per chi non lavora nel servizio pubblico, visto che la legge riguarda tutti i lavoratori, anche quelli del settore privato”.

 


“La maggior parte dei colleghi ha subito deciso di vaccinarsi, la risposta c’è stata – precisa il direttore ufficio igiene - i non vaccinati sono una piccolissima minoranza e questo è importante dirlo con forza perché significa che tra gli operatori sanitari c’è sensibilità”. Specie in un momento in cui l’impegno a tutti i livelli è massimo per convincere i cittadini. “Il vaccino è molto importante, lo è per l’intera popolazione – conferma De Sanctis - in particolare per gli operatori sanitari. Sia per il ruolo che rivestono che per il rischio più elevato che hanno di prendere e di trasmettere ai pazienti l’infezione. Noi abbiamo più degli altri il dovere di agire, sebbene l’invito sia ovviamente per tutta la cittadinanza”.
La Asl Toscana Sud Est da subito si è impegnata a fondo. “Abbiamo portato avanti campagne informative, pubblicate sui siti intranet – ricorda il direttore ufficio igiene - abbiamo sensibilizzato i responsabili dei vari reparti e i direttori delle varie strutture affinché a loro volta agissero sui dipendenti. E ancora oggi siamo sempre disponibili per i chiarimenti, dubbi e paure, pronti ad aiutare in ogni modo gli indecisi. Per chi nonostante tutto questo resta ancora della propria idea dovrà purtroppo intervenire il datore di lavoro con le sanzioni previste dal decreto legge 44”.
Che cosa rischia un operatore? “Se possibile – risponde De Sanctis - viene trasferito a una mansione diversa, non a contatto con i pazienti. Oppure viene sospeso”.