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Siena, 110 pini da sostituire. Silvia Buzzichelli: "Sono pericolosi, con platani e frassini la città cambierà volto"

Carlo Pellegrino
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Il piano pluriennale di asfaltature da nove milioni che farà cambiare volto alle strade di Siena passa anche dalla sostituzione dei pini. L’ex assessore ai lavori pubblici Sara Pugliese, fresca di delega (tra le altre) alla cultura, illustrando l’imponente progetto aveva spiegato come nuove soluzioni fossero allo studio per viale Bracci e strada Massetana. Un intervento di cui si sta occupando direttamente l’assessore alle aree verdi, Silvia Buzzichelli: a lei il compito di guidare una transizione complessa, ma assolutamente necessaria per tutelare Siena e i cittadini. “I pini non sono un’essenza autoctona – afferma l’assessore – e originano i problemi al manto stradale che tutti conosciamo. Perché le radici crescono orizzontalmente e vanno a stritolare la strada e i marciapiedi”.

 

 


Assessore, a che punto siamo?
“C’è stato un primo monitoraggio nel quale sono state abbattute le piante che non potevano essere salvate, le più pericolose. Una decisione presa dall’agronomo, persona assolutamente competente. La prima fase del progetto si concentra su viale Bracci, arteria molto importante che porta all’ospedale e che quindi va assolutamente messa in sicurezza. Il piano iniziale riguardava abbattimento e reimpianti, ma dopo una valutazione dell’agronomo e il suo progetto ormai quasi esecutivo, la decisione presa è stata quella di andare di pari passo con abbattimenti e rifacimento di strade e marciapiedi”.
Perché questa scelta?
“Intervenire in maniera separata potrebbe mandare in sofferenza la pianta, sarebbe un lavoro inutile se dovesse trovare un ambiente non adeguato: gli alberi vanno sempre preservati e protetti”.
I tempi?
“Siamo in una fase un po’ di sofferenza a causa del Covid, con entrate ridotte. Il Comune deve andare avanti solo con le proprie gambe e sarà quindi necessario fare delle variazioni di bilancio per procedere contemporaneamente alla sostituzione degli alberi e all’intervento su strade e marciapiedi. Il tutto inserito in un periodo adeguato per la parte arborea: il reimpianto deve avvenire tra novembre e marzo”.
Parliamo di quest’anno?
“Vedo più avanti viale Bracci, per il quale siamo già alla fase conclusiva del progetto. Su strada Massetana è necessario prima trovare i finanziamenti perché parliamo di un lavoro molto costoso, mi auguro con l’assessore ai lavori pubblici di poterlo inserito in un programma triennale. Per rassicurare i cittadini ribadisco comunque che le piante più pericolose sono state rimosse”.
Per viale Bracci l’intervento potrebbe partire a novembre?
“Aspetto dall’assessore di pertinenza che ci possa essere una variazione di bilancio per coprire le spese di rifacimento stradale e del marciapiede. I lavori e anche le coperture devono andare di pari passo. Su strada Massetana aspettiamo l’agronomo, probabilmente si dovrà ragionare anche in un’ottica più grande del previsto, attorno al milione e mezzo. Per viale Bracci parliamo invece di circa 600mila euro”.

 

 


Sa che la sostituzione dei pini porterà polemiche e proteste?
“Lo so perfettamente ma purtroppo il pino deve stare in pineta, non in città. Capisco che tagliare un albero è doloroso e se è un taglio fine a se stesso è da condannare. Ma qui parliamo di un progetto con dei reimpianti perché il pino crea problemi, scalzando il manto stradale e il marciapiede. La realtà è che chi cammina in queste zone, con un passeggino o con un bastone, può cadere, per non parlare degli incidenti di ciclisti o centauri. Il Comune ha il dovere di tutelare l’incolumità pubblica, anche in un’ottica di responsabilità, che per un amministratore deve andare avanti a tutto. Le radici in superficie oltre a creare un danno economico originando un problema di fatto irrisolvibile che dà origine a lavori continui, sono un pericolo. Ricordiamoci che il pino cade e non avverte, senza dare segni di cedimento”.
Quanti sono i pini da sostituire?
“Circa 40 in viale Bracci e 70 in strada Massetana”.
Che alberi vedremo?
“L’agronomo sta valutando. In viale Bracci vorremmo riproporre le essenze che già si trovano su un lato della strada, ovvero platani. E’ interessante l’idea di impiantare dei frassini, che hanno radici in profondità e un profondo assorbimento di co2. Sarebbe un bel progetto, in sinergia tra verde pubblico e ambiente, anche per la qualità dell’aria. Di sicuro cambieremo il volto di Siena a livello paesaggistico e urbanistico”.