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Monte dei Paschi di Siena, i partiti vogliono sentire il ministro

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L’ufficio di presidenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario si potrebbe riunire già oggi per decidere la convocazione del ministro dell’Economia, Daniele Franco, sulla vicenda Mps-Unicredit. Ieri lo ha preannunciato la presidente, Carla Ruocco, in risposta alle diverse sollecitazioni che proprio in Aula erano state sollevate da più forze politiche. La richiesta di ottenere una informativa urgente dal ministro sulla trattativa in esclusiva che il Gruppo Unicredit ha annunciato giovedì scorso per acquisire parte di Banca Mps darebbe seguito all’audizione che, non più tardi di giovedì scorso (due giorni prima dell’annuncio di Unicredit) nella stessa commissione aveva svolto il vice ministro Laura Castelli, specificatamente sulla situazione del Monte dei Paschi di Siena. Audizione, che in parte era stata secretata.

 

 

Quarantotto ore dopo la svolta, con l’annuncio della trattativa tra Gruppo e Mef. “Sulle prospettive dell’istituto di credito senese ci siamo già ampiamente espressi: no alla svendita e sì all’opportunità, tutta da giocare in maniera seria, di posporre la scadenza dell’operazione di vendita” con l’obiettivo di “prendere più tempo e analizzare bene la posizione dello Stato. È chiaro che non può essere un regalo” e inoltre “c’è tutta la questione degli esuberi e del marchio”. La richiesta di ascoltare con urgenza il ministro Franco è stata sollevata da Movimento 5 stelle, Fdi, Lega. Ma anche Pd e Leu. Per la capogruppo del M5s in commissione Finanze, Vita Martinciglio, e il deputato Davide Zanichelli, “con il fine ultimo di rilanciare l’istituto di Rocca Salimbeni, auspichiamo il coinvolgimento nella partita di diversi player e non di un unico soggetto. Non bisogna sacrificare il marchio della banca più antica del mondo e si deve scongiurare il rischio che in un momento simile vi siano migliaia di esuberi”. Per il deputato dem Umberto Buratti “Mps è un asset importantissimo per l’economia italiana e per le pmi della Toscana. Per questo ritengo assolutamente condivisibile la richiesta fatta dalle capogruppo Pd di Camera e Senato al ministro Franco perché venga a riferire alle Camere in ordine a eventuali operazioni di aggregazione societaria o di variazione della partecipazione detenuta dal Mef in Mps, come previsto dalla Legge di Bilancio 2021”.

 

 

Galeazzo Bignami, deputato di Fratelli d’Italia, oltre a sollecitare l’intervento del ministro, ha commentato come “le sinistre per lungo tempo hanno saccheggiato la banca senese creando la situazione attuale”. No allo spezzatino ha rimarcato il deputato della Lega Guglielmo Picchi. “La verità è che Pd e M5s vogliono parlare di Mps a Roma, quando chiediamo che se ne parli in Toscana. Esigiamo chiarezza e che si faccia il possibile perché la banca rimanga a Siena e vengano garantiti i posti di lavoro”, ha detto il gruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale toscano.