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Monte dei Paschi Siena, Unicredit ribadisce: "Trattiamo solo gli asset sani"

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E’ bastato che si diffondesse la notizia che Unicredit ha avviato le trattative con il Tesoro (principale azionista del Monte dei Paschi) per l’acquisizione di asset “sani” di Rocca Salimbeni per far letteralmente decollare il titolo senese. La chiusura di settimana e di mese ha visto un +3,35%. Il ceo della banca di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel, ha rassicurato gli analisti annunciando di aver approvato con il Governo “i presupposti per una potenziale operazione avente ad oggetto le attività commerciali di Mps, attraverso la definizione di un perimetro selezionato e di adeguate misure di mitigazione del rischio. Avvieremo interlocuzioni in esclusiva per verificare la fattibilità dell’operazione. In questo momento crediamo fermamente che in base ai principi concordati e date le tempistiche e la capacità di selezionare il suo perimetro, Mps sia la migliore e l’unica opzione sul tavolo in questo momento”.

 


L’operazione avverà solo dopo un processo di due diligence volto a individuare un “perimetro selezionato” di acquisizione e “adeguate misure del rischio”, per utilizzare termini dello stesso Orcel, che aggiunge che l’eventuale integrazione tra gli istituti “sarà semplificata dal fatto che noi prenderemo solo una parte del franchise, solo quella che selezioniamo”. Le parti “saranno complementari. Escludendo quelle che non lo sono, ovviamente, l’integrazione diventerà più semplice”. Unicredit, insomma, vuole arrivare a controllare un Monte dei Paschi senza rischi di credito e contenziosi straordinari, ribilanciando la propria presenza verso il centro-nord. 
A Siena, naturalmente, la cosa ha provocato reazioni forti, sia per il radicamento dell’istituto nel territorio, sia per i timori legati all’occupazione. Il candidato del centrodestra alle elezioni suppletive del prossimo autunno, Tommaso Marrocchesi Marzi, ieri mattina era in piazza Salimbeni con al suo fianco il commissario provinciale della Lega, l’onorevole Guglielmo Picchi. “Quanto costa all’erario questa operazione? - ha tuonato. - E quanto costa all’economia senese e al tessuto sociale di questa città? Questa è una ferita mortale al nostro territorio”. La notizia dell’avvio della trattativa “è arrivata in maniera inattesa giovedì, in un orario nel quale di solito le persone si mettono a tavola per la cena. Noi non vogliamo una decisione calata dall’alto. Pare che in questo modo verrà intrapresa la strada dello spezzatino, con Unicredit che si prenderebbe le parti migliori di Mps. Noi diciamo di no a questa possibilità. Si pensi all’esempio di Olivetti, una soluzione di questo tipo sarebbe la morte della banca senese. Cosa succederà alla direzione generale di Siena? E cosa succederà agli sportelli, alle agenzie e alla struttura della banca? La questione di una possibile proroga dei tempi di uscita dello Stato non è ancora mai stata approfondita, e non credo che in Europa ci sarebbero opposizioni ad un prolungamento. Gli ultimi dati presentati dalla banca sono buoni, si dovrebbe vedere quanto l’istituto potrebbe continuare a stare da solo anche per vedere aumentare la sua appetibilità”. 

 

 


L’occasione è buona per il candidato del centrodestra anche per attaccare il Pd e i suoi alleati: “Io vedo tutta una serie di coincidenze. La prima è quella di Padoan che dà le dimissioni da parlamentare e poi diventa presidente di Unicredit. La seconda è che alle suppletive abbiamo un candidato del Pd che cerca la sponda di Italia Viva e del Movimento 5 Stelle. E un’altra riguarda la Fondazione Mps che chiude, non so se in maniera frettolosa, un contenzioso per una cifra decisamente non proporzionata all’entità di questo contenzioso. E improvvisamente si arriva all’apertura di una trattativa tra Unicredit e Mps per l’acquisizione solamente della parte sana della banca, che ha una geografia ed è nel centro-nord del Paese. Sono circostanze sospette, ed una persona intelligente è stimolata a certe riflessioni”. Da parte sua, la Commissione europea mantiene una linea di massimo riserbo, limitandosi a commentare da Buxelles: “La transazione non ci è stata formalmente notificata. Se una transazione ha una dimensione che possa coinvolgere o interessare la Commissione, sta sempre alle società notificarla”.