Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Siena, Antonio D'Urso: "Piano in Regione per abbattere i tempi delle liste d'attesa"

Carlo Pellegrino
  • a
  • a
  • a

Tra Covid e post-pandemia. Tra un’emergenza ancora viva e la necessità di guardare oltre il Coronavirus. Antonio D’Urso, direttore generale della Asl Toscana Sud Est, analizza la situazione partendo dalla novità green pass. “L’adesione alla campagna vaccinale era positiva in provincia di Siena – spiega - il decreto green pass ha probabilmente accelerato alcune richieste ma l’impatto non è stato così importante perché partivamo da numeri già elevati”.

 


La situazione in provincia di Siena per fasce d’età: si ritiene soddisfatto della risposta alla campagna vaccinale?
“Come nel resto d’Italia, l’obiettivo è riuscire a crescere ancora nella fascia tra 60 e 69 anni, che pur essendo considerata a rischio ha lasciato ancora margini di adesione. In generale cercheremo comunque di raggiungere più persone possibile per incrementare al massimo la percentuale di immunizzati”.
Disponibilità di dosi. Ce ne sono a sufficienza per questa “volata finale”?
“Noi chiediamo sempre di incentivare le forniture, per quanto possibile, perché la macchina messa in piedi dall’Asl Toscana Sud Est ha ancora la possibilità di aumentare il numero delle vaccinazioni. L’obiettivo resta quello di raggiungere l’immunità di gregge entro settembre, è quello l’orizzonte sul quale ci muoviamo e contiamo che quanto annunciato dalla struttura commissariale abbia una rispondenza nei fatti”.
Variante delta (e colombiana). Quanto preoccupano i dati sui contagi e sulle ospedalizzazioni?
“Il numero di contagi è in forte aumento proprio per la presenza delle varianti, che presentano dati di maggiore contagiosità. Per il momento le ricadute sulle ospedalizzazioni sono più contenute rispetto al passato, ma questo non deve farci stare tranquilli, bensì spingerci a tenere sotto controllo la diffusione del virus. Quindi, non abbassare la guardia e soprattutto non dimenticare le norme di protezione personale”.
Un’estate fa il Covid sembrava scomparso, oggi tanti casi ma soprattutto in alcune fasce d’età. Vuol dire che il virus è più contagioso ma i vaccini funzionano?
“È una possibile spiegazione, soprattutto perché aver vaccinato le fasce di età più a rischio e che nella prima fase della pandemia sono state maggiormente colpite, ha limitato le conseguenze più gravi. Ma questo non significa che il virus non colpisca anche persone più giovani che in alcuni casi hanno conseguenze serie”.
Si procede verso il ritorno a scuola. Preoccupa la situazione degli insegnanti, del personale sanitario e degli studenti?
“Sarà un tema importante da settembre, perché è indubbio che le scuole rappresentino per la loro natura un potenziale veicolo di diffusione del contagio. Proprio per questo è necessario adottare tutte le misure possibili per contenere questo rischio”.
Richiamo Pfizer per AstraZeneca. Quali criticità sono state affrontate?
“Non si sono evidenziate particolari criticità, la vaccinazione eterologa prevista per alcune fasce di età si è svolta senza problemi”.

Il futuro degli hub vaccinali. Saranno confermati a settembre?
“Dipenderà da due fattori: da come proseguirà la campagna vaccinale e dalla disponibilità delle sedi fin qui utilizzate. Nel primo caso dovremo attendere le indicazioni del piano vaccinale nazionale, nel secondo sono in corso le verifiche con tutti i soggetti interessati; se necessario potremo individuare soluzioni alternative. Così come, in questo quadro, andranno considerate le collaborazioni con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacie”.
Possibile quarta ondata. C’è timore o speranza che la campagna vaccinale possa arginarla?
“La vaccinazione diffusa rappresenta di certo un argine importante, ma per evitare una nuova ripresa dei contagi su larga scala sono ancora necessarie quelle misure di sicurezza e protezione personale che conosciamo bene”.
Sempre sulla non auspicabile quarta ondata. Sono pronti gli ospedali “periferici” a supportare Le Scotte come già accaduto?
“Pochi giorni fa ho ringraziato personalmente, insieme all’assessore Bezzini, gli operatori dell’ospedale di Abbadia San Salvatore per lo sforzo compiuto nella lotta al Covid. Una disponibilità che ha riguardato anche l'ospedale di Nottola e nella fase più acuta ha coinvolto Campostaggia. Se dovesse essere ancora necessario, ma tutti auspichiamo di no, il personale e le strutture dell’Asl Toscana Sud Est faranno ancora in pieno la loro parte”.

 


I medici chiedono più dosi, di accedere alle liste degli over 60 indecisi e interventi sul portale regionale. Temono anche, con la possibile chiusura degli hub, di ritrovarsi carichi di lavoro a settembre.
“Con i medici di famiglia c’è stata una grande collaborazione per la vaccinazione degli ultra ottantenni: dopo una fase iniziale nella quale il meccanismo andava rodato, poi questa sinergia ha consentito alla Toscana di posizionarsi ai vertici in Italia per la vaccinazione della fascia d’età più a rischio. Credo che si troveranno le forme più opportune per proseguire la collaborazione e ritengo che non saranno gravati di un carico di lavoro tale da inficiare la loro regolare attività”.
Terza dose per il personale sanitario, c’è già un piano?
“Stiamo attendendo indicazioni precise. Se e quando sarà prevista la terza dose, saremo pronti per coinvolgere tutto il personale sanitario”.
Sempre sui medici: mancano professionisti, specie nell’emergenza-urgenza, in tutti gli ospedali della provincia di Siena. Ci sono piani di intervento per risolvere le criticità?
“Il primo intervento è stato il coinvolgimento di professionisti di altri reparti nella turnazione in pronto soccorso: abbiamo in generale registrato grande disponibilità e questo ha consentito di alleggerire la pressione sugli operatori. Nel futuro c’è anche la ripresa dei corsi Deu per l’emergenza-urgenza, per arginare il problema principale: la mancanza di specialisti in questo settore, un tema di portata nazionale”.
Immobile di via Sardegna. A che punto siamo del progetto? La Aou Senese dovrebbe essere pronta.
“Stiamo procedendo in parallelo con l’elaborazione della fase progettuale, i contatti sono periodici e nei giorni scorsi c’è stato anche un incontro al massimo livello su questo tema. La sfida è ambiziosa, la programmazione dovrà essere all’altezza e quindi va curata nei minimi dettagli”.
Liste d’attesa. Ci sono progetti per snellirle? 
“Dopo la fase più acuta della pandemia, che ha inevitabilmente contratto alcune attività ordinarie, l’impegno del sistema sanitario è massimo anche sul fronte della riduzione delle liste di attesa. Non abbiamo mai smesso di mettere la massima attenzione e proprio in queste settimane abbiamo stilato un piano, che abbiamo inviato in Regione, per il recupero delle prestazioni in carico, anche con il ricorso alla produttività aggiuntiva degli specialisti e l’acquisto di prestazioni dalle strutture private accreditate”.