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Mps, Castelli in audizione inquadra lo scenario attuale. Ruocco: “Rilevanti informazioni nella parte secretata”

Il vice ministro dell'Economia e Finanze ascoltata in commissione parlamentare d'inchiesta

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“Si sta operando da alcuni mesi nella ricerca di un partner industriale nella prospettiva dell’aggregazione. A tal fine sono stati nominati advisor incaricati di ricercare un operatore interessato e formalizzando al mercato l’interesse per un’operazione la banca ha aperto una data room. Ad oggi risulta averne richiesto l’accesso solo il fondo Apollo”. Erano molto attese le parole del vice ministro all’Economia Laura Castelli che ieri mattina ha parlato nell’audizione richiesta dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario in merito alla situazione della Banca Monte dei Paschi di Siena. Castelli ha ricostruito gli ultimi anni vissuti dall’istituto che ha la propria sede in piazza Salimbeni e ha parlato della situazione attuale di Mps.

 

 

 

L’audizione era stata richiesta per trattare quelli che sono i temi “caldi” per il gruppo: le interlocuzioni con altri soggetti bancari e una possibile aggregazione o una cessione anche parziale degli sportelli, l’imminente aumento di capitale, un possibile posticipo del termine della dismissione della partecipazione del Mef nel gruppo. Il dibattito che ha seguito la relazione della vice ministro Castelli è stato secretato.
Gli sforzi fatti dalla banca – ha affermato il vice ministro nella sua relazione – sono stati apprezzabili e hanno portato notevoli risultati soprattutto nella riduzione dei crediti deteriorati nonostante che in questi anni non siano mancate le difficoltà. Ricordo che la commissione è in continuo contatto con il ministero per avere informazioni relativamente a possibili aggregazioni di Mps e per valutare sia come gli impegni presi potranno essere rispettati che le proposte di revisione degli impegni presentate da Mps”.  Gli impegni ai quali Castelli fa riferimento sono quelli del 2017 con l’Unione Europea, proprio quegli aspetti che anche i sindacati chiedono (lo hanno fatto pure nella manifestazione effettuata lunedì mattina in via XX Settembre a Roma, davanti al Mef) di poter ritrattare ora che lo scenario si è profondamente modificato rispetto a quattro anni fa. 

 

 

 


Ancora Castelli: “La Banca ha comunque elaborato una proposta strategica di sviluppo 2021-2025, che è stata comunicata nel dicembre scorso, e che prevede un rafforzamento della presenza sul territorio, per recuperare le quote di mercato perdute, oltre ad un alleggerimento della struttura organizzativa e ad una riduzione dei costi operativi. E’ stata inoltre stabilita, nel capital plan di gennaio, la necessità di un aumento di capitale che è stato stimato in 2,5 miliardi euro”. 
“Sul fronte dei costi la banca proseguirà l’efficientamento dei processi operativi e l’alleggerimento della struttura organizzativa”, ha concluso il vice ministro, che ha riferito di escludere “radicali trasformazioni del modello operativo, che richiederebbero investimenti significativi a fronte di benefici futuri incerti, rischiando di compromettere la dismissione della partecipazione statale entro il 2021”. 

 

 

 

Dopo le dichiarazioni del vice ministro Laura Castelli il prosieguo della seduta è stato secretato. Al termine, tuttavia, la presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario Carla Ruocco, esponente del Movimento 5 Stelle, ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Non è il momento di svendere un’importante realtà bancaria come il Monte dei Paschi di Siena – ha detto. – Parliamo di soldi dei cittadini, di risparmi di una vita e di un istituto che lo Stato controlla con una quota di maggioranza la cui dismissione è vincolata da precisi accordi con l’Europa. E’ un argomento molto importante per il Paese. Non intendiamo far calare l’attenzione e, soprattutto, data la rilevanza di informazioni significative emerse nel corso della parte secretata dell’audizione, sarà necessario continuare il periodico confronto con il ministero”.