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Mps, accordo tra banca e Fondazione: risarcimento da 150 milioni per le cause

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Alessandro Lorenzini
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Via libera all’accordo fra Fondazione Monte dei Paschi e banca per le azioni risarcitorie relative agli aumenti di capitale che, di fatto, causarono il depauperamento del patrimonio di Palazzo Sansedoni. Centocinquanta milioni di euro e alcuni impegni sulla valorizzazione del patrimonio artistico: questo l’accordo preliminare che adesso dovrà passare l’iter burocratico interno alla banca, ma che di fatto porta alla chiusura della diatriba fra Fondazione e banca. 

 

 

Mps ha infatti reso noto che fra “la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la Banca Monte dei Paschi di Siena spa è stato raggiunto un accordo preliminare in ordine alle richieste stragiudiziali riferite, in sintesi, all’acquisizione di Banca Antonveneta, all’aumento di capitale 2011 e agli aumenti di capitale 2014-2015”. “Nell’accordo preliminare definito con l’assistenza dei rispettivi legali – dice ancora Rocca Salimbeni - e approvato dalla Deputazione Amministratrice della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, la Banca Monte dei Paschi di Siena si impegna a sottoporre alla deliberazione del prossimo consiglio di amministrazione della banca, che si terrà il 5 agosto 2021, una transazione che definisce in maniera conclusiva ogni contenzioso in essere. Per effetto dell’accordo preliminare la Fondazione otterrà, tra l’altro, il pagamento di 150 milioni impegni sulla valorizzazione del patrimonio artistico della banca”. 

 

 

Un passaggio importante che viene ribadito da banca Mps è quello per cui “l’accordo preliminare consente alla banca di ridurre le richieste risarcitorie per un ammontare pari a 3.8 miliardi, offrendo un contributo rilevante alla soluzione del principale elemento di incertezza che grava sul bilancio della banca”. Le azioni legali pendenti, infatti, pesavano sui conti della banca per circa dieci miliardi di euro e “annullare” una cifra di quasi quattro miliardi porta indubbi benefici. “Ci siamo consultati con i nostri legali – dice Carlo Rossi, presidente della Fondazione Mps – e questa ci è sembrata la soluzione più giusta per la Fondazione. Per questo siamo arrivati all’accordo sul quale ci sono chiaramente dei vincoli di riservatezza”. Anche perché, come detto, per il via libera ufficiale dovranno essere fatti i passaggi interni alla banca. “La valorizzazione del patrimonio artistico riguarderà – spiega Rossi – la disponibilità dei beni di proprietà della banca per iniziative da effettuare sul territorio o anche all’estero”. Sull’argomento anche la reazione del sindaco Luigi De Mossi. “L’amministrazione comunale – scrive il sindaco - che ha insistito, recentemente da sola, per far avere l’indennizzo - richiede che non venga fatta una vendita al ribasso e che vengano tutelate l’occupazione e i diritti dei dipendenti, il rapporto con il territorio, la tutela del marchio, il patrimonio artistico per il quale il Comune ha chiesto di estendere il vincolo a tutti i beni, oltre che la permanenza degli uffici direzionali nel luogo ove la Banca è nata”.