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Siena, Antonio Barretta: "Alle Scotte estate di lavoro per abbattere le liste d'attesa. Riprendono le visite in ospedale ma sempre con attenzione al Covid"

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Carlo Pellegrino
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“Stiamo incrementando ulteriormente i volumi di attività no Covid per abbattere le liste d’attesa sia ambulatoriali che chirurgiche. Sempre pronti a riorganizzarci se i ricoveri per Covid tornassero malauguratamente a salire. Per questo ci siamo impegnati insieme alla Asl Toscana Sud Est con un piano appena consegnato alla Regione Toscana”. Antonio Barretta pensa oltre il Covid, sebbene lo sguardo del direttore generale dell’Aou Senese non possa evitare di soffermarsi anche sui numeri della pandemia. “Più che i ricoveri, un numero contenuto che ci auguriamo rimanga tale – osserva - l’aspetto che desta preoccupazione è la crescita dei contagi che auspichiamo non comporti ulteriori ospedalizzazioni”.

 

 


Quale elemento dà speranza?
“L’età media dei contagi è in continua riduzione, questo significa che la vaccinazione funziona. Poiché i più giovani sono colpiti solitamente in maniera meno grave, la speranza è che ai maggiori contagi non corrisponda un aumento significativo dei ricoveri”.
Pare che sul colore delle regioni possano incidere i ricoveri più che le nuove positività.
“Dare un maggior peso al numero dei ricoveri per Covid è una garanzia per le strutture ospedaliere. Le misure restrittive scatterebbero con maggior tempestività: se così dovesse essere eventuali futuri momenti di tensione, che abbiamo avuto in alcune aree della Toscana, probabilmente sarebbero gestiti con maggiore efficacia”.
Variante Delta e conseguenze sugli ospedali con i giovani più colpiti.
“Non so dire se colpisce più i giovani, visto che sicuramente sono più esposti al virus non essendo ancora vaccinati. L’abbassamento dell’età media lo stiamo già registrando, abbiamo sempre meno ultra sessantenni, esclusi rari casi, e sempre più quarantenni e cinquantenni. Ovviamente siamo pronti a curare queste persone, si tratterà di vedere se arriveranno anche pazienti pediatrici perché la questione cambierebbe. Eravamo una delle poche strutture ad aver attivato qualche posto pediatrico, in caso dovremmo aumentarli. Dubito però che questo accada: nella terza ondata i contagi in età pediatrica sono stati tanti, eppure i posti del Meyer, che è la struttura di principale riferimento, non sono mai stati occupati del tutto”.
A cosa estendere il green pass?
“Potrebbe essere utile prevedere ulteriori limitazioni nei confronti delle persone restie a vaccinarsi. Dobbiamo però tenere conto di chi vorrebbe farlo e al momento non può. Sappiamo che in Toscana stiamo vivendo una contrazione della campagna vaccinale a causa della minor disponibilità di dosi, quindi questa applicazione al momento è un po’ complicata: imporre le stesse restrizioni a chi non si è voluto vaccinare e a chi ancora non è riuscito a farlo non è giusto. La tutela della salute però viene prima di tutto e posso fare anche un esempio relativo alle Scotte”.
Prego.
“Recentemente abbiamo incontrato le associazioni di volontariato che hanno chiesto di poter tornare in ospedale. Stiamo elaborando una procedura che consentirà a settembre una graduale ripresa delle loro attività, però a determinate condizioni: chi accede al policlinico deve essere vaccinato. E i servizi non potranno essere svolti nei reparti”.
Esiste un piano per un’eventuale nuova ondata in autunno?
“Abbiamo identificato 182 posti Covid distribuiti nei tre setting: terapia intensiva, semi intensiva e ordinaria. Siamo pronti in caso di necessità a riconvertire questi letti da attività ordinaria a Covid, ma spero tanto che non sia necessario. Anche perché una certo non auspicata quarta ondata dubito possa raggiungere i numeri della scorsa primavera: rispettando i tempi annunciati dal commissario Figliuolo a fine settembre l’80% della popolazione dovrebbe essere immunizzata. E i numeri al momento dimostrano l’efficacia dei vaccini”.
Su cosa è impegnata oggi l’Aou Senese?
“Proprio in questi giorni, nonostante il periodo estivo, ho chiesto ai nostri professionisti uno sforzo importante nell’ambito chirurgico e ambulatoriale per far sì che il volume di attività possa essere più elevato delle precedenti estati: il Covid ci ha bloccato per mesi e quindi adesso dobbiamo recuperare le liste d’attesa. Stiamo quindi organizzando una programmazione quotidianamente crescente e tra luglio e agosto contiamo di essere il più possibile prossimi all’attività dei periodi di punta”.
Si è già dato un obiettivo?
“Arrivare il più possibile prossimi alle 900 ore di attività chirurgica a settimana. Si tratta di uno sforzo importante per tutti i nostri professionisti e che ringrazio anticipatamente. Ci sono delle risorse statali messe a disposizione dalla Regione: venerdì ho adottato una delibera per remunerare le attività aggiuntive di chi si impegnerà in questo progetto. Faremo il possibile per recuperare il tempo che abbiamo dovuto dedicare al Covid, lasciando un po’ indietro il resto. Ovviamente garantendo le ferie ai professionisti, con modalità compatibili all’obiettivo del ridurre i tempi delle liste d’attesa”.

 

 


Altre idee a breve termine?
“In questa settimana conto di riaprire l’ospedale alle visite. Con prudenza e con grande attenzione, attraverso procedure che limitino al minimo i rischi di contagio e sempre concentrati sulla situazione epidemiologica. Perché se i contagi dovessero aumentare sarà necessario rivedere questa decisione”.
Varrà per tutti i reparti?
“La maggioranza, tranne quelli che ospitano i pazienti più fragili. Sempre seguendo le regole che ormai conosciamo e con un paziente per stanza, per un tempo massimo di 15 minuti che sappiamo essere il periodo di salvaguardia per evitare il contagio”.
E’ un segnale importante.
“Sì. Ma con flessibilità, con la capacità di adeguarsi a scenari che sappiamo poter cambiare in modo molto repentino: l’unico modo per salvaguardare la salute è intercettare prima possibile i segnali e adeguare i comportamenti”.
Con quello sguardo al futuro che l’Aou Senese ha sempre dimostrato.
“Una delle eccellenze della nostra azienda sono i trapianti. Stiamo lavorando a collaborazioni con altre aziende per rendere i programmi ancora più solidi e forti. Siena sul cuore e sul polmone è centro di riferimento regionale ed è in corso un ragionamento importante di rafforzamento dei programmi. Sto per istituire una cabina di regia aziendale in cui professionisti diversi si confrontano su programmi diversi, ma che a volte hanno punti comuni: la crescita potrà avvenire con il confronto all’interno dell’azienda e con altre realtà. Il tutto per mettere a punto delle soluzioni con uno sguardo d’insieme che farà crescere ulteriormente il settore dei trapianti attraverso politiche di sviluppo che attraversino tutti i programmi”.