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Trasporti a Siena e in Toscana, Stefano Baccelli: "La scuola ripartirà con gli autobus di Tiemme e Mobit, ma il tpl sta per passare ad Autolinee Toscane"

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Carlo Pellegrino
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“Il prossimo anno scolastico partirà con l’attuale gestore. Ma le procedure per il passaggio vanno avanti e credo che con l’ultima sentenza si sia messo un punto definitivo alla questione”. Stefano Baccelli, assessore regionale ai trasporti, analizza la situazione della gara Tpl: con la sentenza del Consiglio di Stato che ha certificato la bontà del piano economico finanziario di Autolinee Toscane, c’è attesa per capire quando la società controllata dalla francese Ratp prenderà il posto di Tiemme e alle altre consorziate in Mobit. Dal giorno di subentro per undici anni il trasporto su gomma a Siena e nel resto del Granducato avrà un nuovo gestore.

 

 

 

Assessore, a che punto siamo?

“Lunedì la Regione ha assunto una delibera di giunta su richiesta sia di Autolinee Toscane che di Mobit. Dobbiamo esercitare l’onere della valutazione provvisoria per quattro aspetti rimasti aperti, non condivisi dai due soggetti, rispetto al valore di immobili, autobus e tecnologie, e abbiamo dato indicazioni agli uffici. Nei mesi scorsi è stato fatto un lavoro molto impegnativo che ha già permesso di trovare un accordo sul 90% delle questioni ed è sicuramente importante perché se avessimo dovuto iniziare da zero dopo la sentenza del Consiglio di Stato i tempi sarebbero stati decisamente più lunghi”.

Un passaggio necessario.

“La legge regionale prevede che laddove rimangano divergenze sia l’ente a dover fare queste valutazioni provvisorie. Che fortunatamente non saranno foriere di ulteriori ricorsi rispetto alla gara. Eventualmente, senza accordo, ci sarebbero solo contenziosi civili tra le parti. A giorni, se non a ore, arriverà il decreto con le valutazioni”.

E dopo?

“Scatterà il periodo che prevede di fare i contratti, per intenderci quelli davanti al notaio. Non è un aspetto banale, ma come ripeto gran parte del lavoro già c’è: parliamo dei vari passaggi propedeutici all’avvio del servizio da parte di Autolinee Toscane. In parallelo abbiamo la questione non meno importante del trasferimento del personale: ci siamo aggiornati per cercare di capire la tempistica dei rogiti e degli atti notarili, anche per prevedere una data di avvio della nuova gestione”.

Che al momento, quindi, non c’è.

“No. Si tratta di un progetto mai attuato in Italia sul trasporto pubblico locale, quindi senza precedenti sulla tempistica. Quello che abbiamo fatto negli ultimi incontri, prima con i sindacati subito dopo il contenzioso, poi con Autolinee Toscane e Mobit, infine con i sindaci e i presidenti delle Province, è stato anticipare che l’inizio dell’anno scolastico sarà gestito dagli attuali gestori. Impossibile partire prima di ottobre-novembre: vogliamo fare le cose velocemente, ma soprattutto bene e per settembre non ci sono i tempi tecnici”.

Il suo predecessore, Vincenzo Ceccarelli, alla fine del suo mandato ipotizzava che i contenziosi non sarebbero mai terminati. Ora il clima sembra diverso, però. Il Covid ha ammorbidito i rapporti tra Mobit e la Regione?

“Nella mia esperienza di assessore l’ho fatto in più occasioni ma voglio farlo ancora. Rispettando il ruolo fondamentale dei prefetti, il lavoro svolto dalle aziende di trasporti è stato straordinariamente positivo. Siamo riusciti a non avere grossi problemi in tempo di Covid nonostante la capienza ridotta al 50% dei mezzi. Vero, la Regione ha messo in campo tutto ciò che poteva, dai 229 bus aggiuntivi, alle risorse, al progetto ‘Ti accompagno’. Ma senza l’attenzione e l’obiettivo comune di riportare i nostri ragazzi a scuola in sicurezza non ce l’avremmo fatta”.

E l’attuale situazione?

“Nonostante i ricorsi contro un procedimento amministrativo della Regione Toscana, va fatto un accenno doveroso al fatto che il Consiglio di Stato ha stabilito che quel procedimento amministrativo è stato giusto e corretto. Il pregio dell’ultima sentenza è che è davvero chiara, direi in modo definitivo. Se non si fosse chiusa del tutto la vicenda noi non potremmo, nel breve, a dare il via a tutti gli investimenti. Ed è l’aspetto davvero importante: questa chiarezza sgombra il campo da ogni dubbio. Auspico che il clima tra i soggetti sia di piena collaborazione affinché questo passaggio sia fatto nei modi più celeri ma anche più efficienti possibile. Mi pare che complessivamente abbiamo avuto passi avanti importanti”.

 

 

 

La pandemia non è finita, le varianti fanno paura anche tra i giovani e con i trasporti a settembre ci sarà un’altra sfida dura.

“Il virus ci ha abituato, attraverso le regole che poi vengono decise, a decisioni variabili fino alla prossimità della loro messa in atto. Il prefetto di Firenze, molto attento, ha già fatto una prima riunione: al di là della condivisione, del percorso, del metodo e dell’esperienza che ci fa essere ottimisti, sono chiari un paio di elementi che ci impediscono di organizzare al momento il servizio. Il primo è la frequenza scolastica, da capire se sarà effettivamente al 100%. L’altra è la capienza degli autobus. E’ quindi necessario aggiornarsi quando Governo e Cts avranno preso le opportune decisioni, in base ovviamente all’evento pandemico”.

Ha ricordato che la Toscana ha intrapreso un percorso, per il trasporto pubblico unico in Italia. Dopo tanta attesa la scelta fatta deve garantire un salto di qualità.

“Dai 2.100 autobus nuovi sui 2.949 attuali, al miglioramento delle tecnologie, fino alla prospettiva di una maggiore integrazione gomma-rotaia, al miglioramento delle segnalazioni degli utenti e ai sistemi automatici contapersone che tanto ci sarebbero stati utili durante la pandemia: ci aspettiamo che per gli utenti possano cambiare molte cose. Siamo tuttora in una fase critica, di transizione, ma si lavora perché i miglioramenti siano chiari e sono fiducioso visto anche il buon lavoro degli ultimi mesi”.