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Siena Biotech, assolti Galgani e Gaviraghi: non fu bancarotta fraudolenta

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Si è concluso ieri nel primo pomeriggio il processo sul fallimento di Siena Biotech, la società di sviluppo e ricerche legata a Mps che aveva chiuso i battenti nel 2015, e la cui sede è oggi all’asta. Il tribunale di Siena ha assolto con formula piena Vittorio Galgani e Giovanni Gaviraghi, rispettivamente ex presidente ed ex amministratore delegato di Siena Biotech, che si trovavano a giudizio con l’accusa di bancarotta fraudolenta.

 

Il presidente del collegio giudicante Ottavio Mosti, dopo essersi ritirato per un’ora in camera di consiglio al termine della discussione tra le parti, non ha accolto le richieste della Procura di Siena, che richiedeva ben quattro anni di pena per entrambi gli imputati con tanto di pene accessorie e interdittive, ed ha emesso di contro un verdetto pienamente assolutorio. 
Il processo si incentrava su un contratto di affitto, e poi di acquisto, del centro ricerche dato in concessione a Siena Biotech nel 2008, un immobile di proprietà della Sansedoni Spa, società immobiliare partecipata della galassia di Fondazione Mps. Un’operazione che i magistrati ritenevano scorretta e fraudolenta – secondo loro infatti il riscatto della sede da parte della società, di 24 milioni e 500mila euro sarebbe avvenuto nel 2010 senza la detrazione dei canoni di affitto già pagato - e capace di condurre al dissesto la società. Le difese dei due soggetti a giudizio, nel corso della lunga e articolata istruttoria dibattimentale, hanno portato numerose risultanze documentali e tecniche che hanno convinto il giudice della bontà dell'iniziativa, che non avrebbe avuto quindi nessuna correlazione diretta o legame col crac societario.

 


Molto soddisfatti i difensori per la decisione del tribunale. “È stata riconosciuta una assoluta innocenza e correttezza dei comportamenti di tutte le persone convolte – sottolinea l’avvocato Enrico De Martino, legale di Galgani – mi interessa sottolineare che continuare a sentir parlare di sistema Siena è ormai stucchevole, sarebbe il caso di approfondire prima e meglio nella fase delle indagini preliminari”. Un concetto che ribadisce anche l’avvocato Niccolò Pisaneschi, legale di Gaviraghi: “Basta con questo sistema Siena, per cui tutti si sono sempre comportati scorrettamente, lo abbiamo dimostrato. La procedura era corretta e conveniente, ben studiata. Non c’è mai stato un vantaggio personale per nessuno. Ho estremo piacere per Gaviraghi, ha un curriculum eccellente, la pena sarebbe stata una macchia pesante per lui”.